Antonio Pignedoli

Antonio Pignedoli

  • 23.07.1918
  • 07.08.1989
  • Maschio
  • Docente universitario Fisica e Matematica/Studioso di scienze sociali
  • Correggio
  • Reggio Emilia
Sommario

    Biografia

    La formazione scientifica e l’esperienza della guerra 

    Nato a Correggio il 23 luglio 1918 da Nino e da Maria Ballabeni, si laurea in Fisica all’Università di Bologna il 20 giugno 1940 con risultati encomiabili, presentando una tesi a carattere sperimentale sulla rilevazione di particelle elementari nelle emulsioni fotografiche, svolta con il sostegno del suo relatore, il professor Gilberto Bernardini. Oltre a queste ricerche, rivolge la sua attività scientifica ad argomenti fisico-teorici di meccanica quantistica e termodinamica. In seguito, concentra i suoi studi su problemi di indirizzo classico, proseguendo precedenti ricerche di Tullio Levi-Civita, Umberto Cisotti, Giorgio Sestini e soprattutto di Cataldo Agostinelli. Il suo impegno si estende anche agli studi sulla dottrina sociale della Chiesa e, dopo il suo contributo attivo alla lotta resistenziale, alla politica. Nel corso della Seconda guerra mondiale – nel periodo fra il 1940 e il 1943 – è ufficiale del Genio aeronautico. Dopo l’8 settembre 1943 entra nella Brigata Italia per il Servizio Informazioni Militari (SIM).

     

    Dalla Costituente all’impegno per la scuola e la ricerca 

    Entrato a far parte del gruppo dei giovani cattolici democratici di Ermanno Gorrieri e Luigi Paganelli, è eletto consigliere comunale e provinciale di Modena nel 1945 e deputato all’Assemblea Costituente nel 1946 nella lista del partito della Democrazia Cristiana (DC). Durante i lavori della Costituente, concentra i suoi sforzi nell’elaborazione del Titolo II della prima parte della Costituzione (Diritti e doveri dei cittadini), concernente i Rapporti etico-sociali, in particolare con contributi relativi alla scuola, all’università e alla ricerca scientifica, ossia i suoi campi d’azione privilegiati.

    «Nel parlare del problema della scuola, mi sento veramente onorato e commosso, poiché sono un giovane rappresentante degli uomini della scuola, ma uno che sente profondamente i problemi della cultura e della ricerca scientifica come vita della sua vita, uno che sente come sia assolutamente necessario il potenziamento della scuola e dell’alta cultura, per la ricostruzione nazionale e per la ripresa di quel posto che il nostro Paese merita nel mondo».


    Il suo impegno resta altissimo nel mettere in contatto la scuola e la cultura con il mondo del lavoro, affinché la neonata Repubblica si faccia sostenitrice e promotrice della cultura in tutti i suoi aspetti, dall’arte alla scienza.


    «Direi che è assolutamente necessario che gli studiosi prendano contatto diretto col mondo del lavoro, perché io, che ho la possibilità di osservare la mentalità degli studenti universitari delle facoltà scientifiche, ho potuto constatare che gli studenti universitari, anche alla fine dei loro studi, si trovano dinanzi alla continua accusa di non essere a contatto con la vita pratica del lavoro, con le nozioni pratiche; non solo, ma si trovano molte volte in questa situazione, di non comprendere, forse, sufficientemente quello che è lo sforzo degli uomini di cui essi sono chiamati ad essere i dirigenti. […] E non è questo un atteggiamento di facile demagogia: è l’atteggiamento di chi è, invece, profondamente convinto che in questa Repubblica fondata sul lavoro è assolutamente necessario che gli uomini della cultura si sentano sempre più completamente degli autentici lavoratori».

    Pignedoli pone l’attenzione anche al problema della fuga di scienziati dall’Italia, nel tentativo di ottenere maggiori riconoscimenti e tutele professionali all’estero:

    «Dovrà finire dunque questo esodo e la Repubblica italiana dovrà impegnarsi a lottare, non dico a promettere di risolvere con faciloneria il problema, ma dovrà impegnarsi a far di tutto perché spiriti eletti non debbano emigrare lontano. Per questo […] io mi sono permesso di presentare un emendamento. […] Esso è così concepito: La Repubblica protegge e promuove con ogni possibile aiuto la creazione artistica e la ricerca scientifica. Esso non è in contrasto con la prima parte dell’articolo 27, in cui si dichiara che l’arte e la scienza sono libere. L’arte e la scienza sono libere per la loro stessa natura; […] Io vi dichiaro: la Repubblica difenderà e proteggerà i ricercatori e gli studiosi e avvierà i giovani migliori alle altissime posizioni, da cui poi, brillerà il loro genio, perché se si spegnesse la civiltà scientifica italiana, ne avrebbe grave pregiudizio la civiltà del mondo».

    Il fisico correggese rinuncerà poi all’emendamento proposto, in accordo con le modifiche attuate dagli altri costituenti all’articolo 27.

     

    La carriera accademica e la divulgazione scientifica 

    Nel 1948 si ritira volontariamente dalla vita politica per dedicarsi totalmente alla ricerca scientifica e all’insegnamento universitario. Vincitore di concorso a professore ordinario nel 1949, viene chiamato alla cattedra di Meccanica razionale dell’Università di Modena, dove è già assistente di ruolo e incaricato di vari corsi di fisica-matematica e analisi matematica e dove ha istituito il secondo biennio del corso di laurea in matematica e fisica. Direttore dell’Istituto matematico, che ha fondato nel 1950, è eletto Preside della Facoltà di Scienze e nominato prorettore. 

    Nel 1951 è chiamato alla cattedra di Meccanica superiore alla Facoltà di Scienze dell’Università di Bologna dove svolge una notevole attività didattica, scientifica e organizzativa. Per un anno dirige anche l’Istituto di Fisica tecnica della Facoltà d’ingegneria, sostenendone l’attività scientifica. Insegna per diversi anni, a incarico, Analisi matematica, Teoria delle funzioni e Matematiche superiori e tiene lezioni e seminari di Fisica superiore e Onde elettromagnetiche. 

    A Modena è socio del Seminario di matematica e fisica dell’Università di Modena e per oltre 35 anni Decano docente di Analisi matematica all’Accademia militare, che gli testimonia stima e apprezzamento conferendogli vari riconoscimenti, fra cui due medaglie d’oro e un diploma di benemerenza per le attività culturali svolte per oltre vent’anni. Dirige per oltre trent’anni il centro di studio nella città di Trento dell’Università di Bologna.


    Rinuncia a trasferirsi all’estero come docente ricercatore, scegliendo la scuola italiana.

    Con l’intuito e la lungimiranza che lo caratterizzano comprende fra i primi nel mondo matematico italiano l’importanza dei calcolatori elettronici e dell’informatica.


    Negli anni Cinquanta istituisce il corso di cibernetica e teoria dell’informazione e organizza il centro di calcolo dell’Istituto matematico dotandolo di uno strumento allora avveniristico: l’elaboratore Olivetti ELEA 6001. È fra i primi in Italia a occuparsi degli aspetti matematici legati alla diffusione neutronica nei reattori nucleari di potenza, con un complesso di ricerche sistematicamente approfondite nei decenni successivi. All’inizio degli anni Cinquanta il suo interesse si rivolge alle teorie relativistiche, collegandole alla meccanica analitica, ma l’avvento dell’era spaziale lo porta a occuparsi del moto dei satelliti artificiali e dei razzi. Negli ultimi anni della sua vita si dedica invece alla meccanica quantistica.

    È autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche e di altrettanti articoli su giornali e riviste di cultura e di divulgazione e fonda la rivista scientifica «Atti del seminario di matematica e fisica dell’Università di Modena». È recensore scientifico per il «Zentralblatt» di Berlino, per la «Applied Mechanics Review» americana, da cui ha uno speciale diploma di benemerenza, per il «Bollettino dell’Unione matematica italiana» e per «Scientia». 

    Tiene lezioni e conferenze periodiche nel programma Notizie dal mondo nuovo della radio svizzera italiana e varie lezioni alla radio italiana: per l’Università internazionale Guglielmo Marconi e per il terzo programma. È collaboratore scientifico della pagina «Mondo della scienza» del «Resto del Carlino» e, con oltre 40 articoli pubblicati, di «Nuova Antologia», fondata da Giovanni Spadolini, oltre ad autore di numerosi articoli su giornali e riviste di cultura e di divulgazione. 

    La profonda convinzione dell’unitarietà del sapere che congiunge le scienze fra loro e le scienze alla filosofia, lo induce ad affiancare alla produzione scientifica in senso stretto una produzione di pari consistenza dedicata alla filosofia della scienza, alla sua storia, alle relazioni con altre discipline, inclusa la teologia. Il forte convincimento che il sapere dovesse essere patrimonio di tutti lo porta, fin dai primi anni della carriera, a un’intensa attività di conferenziere. Le sue eccezionali doti comunicative e la sua vasta cultura lo rendono un divulgatore molto apprezzato. Ottiene il Ragno d’oro città di Modena e la Medaglia d’oro città di Reggio Emilia, riconoscimento destinato ai cittadini che abbiano particolarmente onorato la città per attività scientifiche. Riceve dal Presidente della Repubblica la medaglia d’oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte e gli vengono conferiti il titolo di commendatore al merito della Repubblica, la Medaglia d’oro dell’Università popolare trentina, la Medaglia d’oro dell’Ente nazionale assistenza lavoratori (ENAL) per attività culturali e conferenze per i lavoratori. È anche socio e poi presidente dell’Accademia di Lettere, Scienze e Arti di Modena dal 1947 fino alla sua morte. Fa inoltre parte di Mathesis (Società italiana di scienze matematiche e fisiche), della Società di storia della scienza, matematici e naturalisti di Modena, dell’Unione matematica italiana, di cui per tre anni è segretario, e dell’Associazione italiana razzi.

    Diventa socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, degli istituti di ricerca di Parigi e New York, dell’American Mathematical Society, della Società tedesca di matematica applicata e meccanica (GAMM), della Società matematica austriaca (ÖMG). Riceve onorificenze dall’Università di Bruxelles e dal Politecnico di Mons (Belgio). Ha inoltre il ruolo di capogruppo di ricerca nel gruppo nazionale di fisica-matematica del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), di segretario del primo gruppo di seminari matematici del Nord-Est Italia, di collaboratore della commissione del CNR per gli studi spaziali. Dal 1980 un asteroide della fascia principale ha il suo nome: 22263 PIGNEDOLI. 

    Muore improvvisamente a Zams, in Austria, il 7 agosto 1989. 

    Sintesi biografica

    Nasce a Correggio in provincia di Reggio Emilia nel 1918, si laurea in Fisica all’Università di Bologna nel 1940.

    Dopo l’ingresso dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale presta servizio come ufficiale del Genio aeronautico. In seguito all’8 settembre del 1943 diserta e si unisce alla Resistenza.

    Nell’immediato dopoguerra assume alcuni incarichi amministrativi nella Provincia di Modena: prima come consigliere comunale, poi provinciale nelle liste della Democrazia Cristiana. Nel 1946 è eletto deputato all’Assemblea Costituente.

    La sua carriera politica termina nel 1948, in seguito alla decisione di dedicarsi esclusivamente all’attività accademica. Professore di Meccanica Razionale all’Università di Modena, è anche Direttore dell’Istituto matematico dell’ateneo e, in seguito, Preside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali.

    Successivamente si trasferisce all’Università di Bologna, dove è Direttore dell’Istituto di Fisica tecnica della Facoltà di Ingegneria. La sua attività di ricerca ha prodotto oltre 250 pubblicazioni, dedicate alle scienze fisiche e naturali, alla filosofia della scienza.

    Nel corso della sua carriera riceve numerosi riconoscimenti, tra i quali la nomina a socio all’Accademia dei Lincei e la Medaglia d’oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. La sua collaborazione con la commissione del CNR per gli studi spaziali gli vale l’intitolazione di un asteroide della fascia principale (22263 PIGNEDOLI).

    Muore improvvisamente a Zams, in Austria, nel 1989.