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<title>Costituenti Emiliano-Romagnoli</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/</link>
<description><![CDATA[Concepito per ricordare il 70° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, il progetto “I Costituenti Emiliano-Romagnoli” ha inteso proporre la vicenda biografica di tutti i deputati dell’Assemblea Costituente emiliano-romagnoli.]]></description>
<language>it</language>
<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:41:25 +0200</pubDate>
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<title>Arata Giuseppe</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../arata-giuseppe</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Gragnano Trebbiense in provincia di Piacenza nel 1901. Esercita la professione di avvocato e condivide lo studio con l'antifascista cattolico Francesco Daveri.
Di fede socialista, nel 1942 entra in contatto con Lelio Basso e confluisce in un comitato regionale antifascista segnalato dalla polizia.Partecipa alla riorganizzazione del Partito Socialista Italiano di Unit&amp;agrave; Proletaria (PSIUP) locale che rappresenta nel Comitato di Liberazione Provinciale dal febbraio 1944 fino al suo arresto. Dopo una breve carcerazione terminata con la fuga, &amp;egrave; designato vicesindaco di Piacenza dal Comitato di Liberazione Nazionale.
Alla Liberazione riveste la carica di segretario del PSIUP cittadino e viene candidato all'Assemblea Costituente nel collegio di Parma. Eletto, interviene pi&amp;ugrave; volte al dibattito, soprattutto su temi costituzionali.Alla scissione socialista di Palazzo Barberini (1947) aderisce al partito di Saragat, nelle cui file &amp;egrave; eletto come Deputato. Nel 1953 decide di non ricandidarsi per lasciare la politica attiva.
Muore a Piacenza nel 1990.]]></description>
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<title>Alberto Bergamini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../alberto-bergamini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna nel 1871. Diplomato presso l&amp;rsquo;istituto tecnico locale si distingue per la sua passione per il giornalismo. Mentre &amp;egrave; ancora studente dirige &amp;laquo;L&amp;rsquo;Eco di Persiceto&amp;raquo;, per poi passare al quotidiano bolognese &amp;laquo;Il Resto del Carlino&amp;raquo; (1888). Nel 1891 si trasferisce a Rovigo, dove inizia la collaborazione con il quotidiano monarchico &amp;laquo;Corriere del Polesine&amp;raquo; di cui diventa direttore nel 1893. Passato al &amp;laquo;Corriere della Sera&amp;raquo; nel 1898, nel 1901 segue le sollecitazioni di Sidney Sonnino e fonda il &amp;laquo;Giornale d&amp;rsquo;Italia&amp;raquo;, vicino all&amp;rsquo;ala conservatrice della destra storica antigiolittiana. Ne resta direttore sino al 1923.
Inizialmente favorevole alla collaborazione tra liberali e fascisti &amp;egrave; vittima di un&amp;rsquo;aggressione squadrista nel 1924. Costretto ad abbandonare la carica di presidente della Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), nel 1926 &amp;egrave; espulso dall&amp;rsquo;ordine dei giornalisti e abbandona la vita pubblica.Nel 1942, con Benedetto Croce, &amp;egrave; tra i promotori del Movimento di ricostruzione liberale. Nel 1944 riottiene per breve tempo la presidenza della FNSI ed &amp;egrave; tra i fondatori della Concentrazione nazionale democratico-liberale (confluita nel 1946 nel Partito Liberale Italiano).
Di fede monarchica, &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nel gruppo misto, prima di ricevere la nomina a senatore di diritto per la I legislatura.Riottenuta nuovamente la presidenza della FNSI (1956), Bergamini si distingue per la difesa dell&amp;rsquo;autonomia del giornalismo dalla politica.
Muore a Roma nel 1962.]]></description>
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<title>Ferdinando Bernini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../ferdinando-bernini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a San Secondo, in provincia di Parma, nel 1891. Frequenta la Scuola Normale di Pisa, allievo del latinista repubblicano Augusto Mancini. Iscritto giovanissimo al Partito Socialista Italiano (PSI), neutralista e antimilitarista, nel corso della Prima Guerra Mondiale si dimostra valoroso combattente e ottiene la Medaglia d&amp;rsquo;Argento al Valor Militare.
Insegnante al Liceo Romagnosi di Parma, la sua attivit&amp;agrave; di educatore incide sulla formazione etico-politica dei suoi studenti. Negli anni della dittatura fascista si concentra nella professione e negli studi, e, tuttavia, resta sotto stretta osservazione da parte del Ministero dell&amp;rsquo;Interno.
Dopo anni di vita appartata, il 25 luglio 1943 esce allo scoperto: &amp;egrave; tra i capi del Comitato d&amp;rsquo;Azione Antifascista di Parma, ma &amp;egrave; arrestato e detenuto pi&amp;ugrave; volte.
Al termine del conflitto riceve la nomina a Provveditore agli Studi. Nel 1946 &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nelle file socialiste. Si dedica con passione e competenza alla questione scolastica e, in particolare, alla difesa della scuola pubblica come espressione della nuova coscienza etica del Paese.
Nello stesso periodo &amp;egrave; Condirettore del quotidiano &amp;laquo;Gazzetta di Parma&amp;raquo;, gi&amp;agrave; organo del Comitato di Liberazione Nazionale locale. &amp;Egrave; il periodo pi&amp;ugrave; intenso dal punto di vista dell&amp;rsquo;impegno politico.
Nelle elezioni amministrative del 1948 anno &amp;egrave; eletto Consigliere comunale per il PSI. Deluso dalla rissosa politica romana &amp;ndash; lui che non era mai stato uomo di partito, ma socialista per ideali di giustizia sociale &amp;ndash; nel 1951 si ritira a vita privata.
Tornato a Parma si dedica allo studio e all&amp;rsquo;insegnamento universitario. &amp;Egrave; di questo periodo la sua monumentale Storia di Parma, pubblicata postuma.
Muore a Bologna nel 1954.]]></description>
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<title>Arrigo Boldrini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../arrigo-boldrini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce nel 1915 a Ravenna. Frequenta l&amp;rsquo;oratorio di Santa Maria in Porto, dove conosce Benigno Zaccagnini. Studente all&amp;rsquo;Istituto agrario di Cesena, si diploma nel 1935. Vari impieghi lo conducono a continui spostamenti nel territorio nazionale e lo fanno entrare in contatto con il mondo bracciantile e alcuni esponenti comunisti.
Nel luglio del 1942 &amp;egrave; richiamato alle armi e inviato come tenente di complemento in Dalmazia. Nella primavera dell&amp;rsquo;anno dopo si allontana dal fronte. Rientrato in Italia, a Ravenna riprende contatto con il partito comunista locale.
Entra nella Resistenza con il nome di battaglia di &amp;ldquo;Bulow&amp;rdquo; e guida la lotta partigiana portando avanti la strategia della pianurizzazione: una lotta nelle campagne e nelle citt&amp;agrave; con il supporto del popolo. Nominato ufficiale di collegamento del Comando Unificato Militare Emilia-Romagna e in seguito comandante della 28&amp;deg; Brigata Gordini, &amp;egrave; uno dei protagonisti della liberazione di Ravenna e riceve la Medaglia d&amp;rsquo;Oro al valor militare. In seguito alla strage di Codevigo &amp;egrave; oggetto per anni di attacchi e procedimenti penali dai quali esce sempre assolto.
Dopo la guerra diventa Presidente della neonata Associazione Nazionale Partigiani d&amp;rsquo;Italia (ANPI). Dirigente del Partito Comunista Italiano &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente e nel 1948 alla Camera. Durante l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; parlamentare ricopre l&amp;rsquo;incarico di Vicepresidente della Commissione Difesa (1963) e della Camera (1968-1976). Dopo il 1989 aderisce prima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra.Lascia il Senato nel 1994 e la presidenza dell&amp;rsquo;ANPI nel 2006, quando &amp;egrave; nominato Presidente Emerito.
Muore a Ravenna nel 2008.]]></description>
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<title>Ilio Bosi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../ilio-bosi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Ferrara nel 1903. Figlio di commercianti, &amp;egrave; costretto a interrompere gli studi nel 1922 per via delle persecuzioni fasciste subite per la militanza nella Federazione Giovanile Socialista Ferrarese.
Nel 1923 si trasferisce a Milano, dove entra nella Segreteria del Partito Socialista. L&amp;rsquo;anno dopo, con la confluenza nel Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia, &amp;egrave; nominato membro del Comitato Centrale della Federazione Giovanile Comunista d&amp;rsquo;ltalia. Il suo attivismo gli procura numerosi arresti: in carcere dal 1928 al 1932 e poi dal 1933 al 1941, non perde mai i contatti con il movimento antifascista.
Nel 1943 &amp;egrave; nuovamente a Milano, dove diviene Segretario della Federazione Comunista Milanese. Dopo l&amp;rsquo;8 settembre passa alla Segreteria Regionale piemontese e ligure come ispettore politico. Nel giugno 1944 assume l&amp;rsquo;incarico d&amp;rsquo;Ispettore Politico e Militare nella Federazione di Genova. Con la Liberazione &amp;egrave; inviato a Roma come membro del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia per i rapporti con il governo Bonomi. Nel luglio 1945 &amp;egrave; di nuovo a Ferrara, dove entra nella Segreteria della Federazione del Partito Comunista Italiano.
Dopo l&amp;rsquo;elezione all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, entra nella Segreteria Nazionale della Confederterra. Membro della Commissione Agricoltura, porta, in seno alla Costituente, un contributo fondamentale nella discussione in materia agraria; in particolare nella stesura del1&amp;rsquo;articolo 44 sulla limitazione della propriet&amp;agrave; terriera privata.
&amp;Egrave; Senatore di diritto nella prima legislatura per avere scontato pi&amp;ugrave; di cinque anni di carcere durante il regime fascista. Rieletto al Senato nel 1953 e 1958, mantiene la Vicepresidenza della Commissione Agraria.
Muore a Ferrara nel 1995]]></description>
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<title>Giovanni Braschi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../giovanni-braschi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Mercato Saraceno, in provincia di Forl&amp;igrave;-Cesena, nel 1891.
Sin da giovane &amp;egrave; vicino alle associazioni cattoliche giovanili locali e si distingue in occasione delle lotte contadine per il rinnovo dei patti agrari nel biennio 1911-12. Compiuti gli studi liceali presso il Seminario di Faenza, s&amp;rsquo;iscrive alla Facolt&amp;agrave; di Giurisprudenza di Bologna, dove entra in contatto con numerosi intellettuali, eredi dell&amp;rsquo;esperienza di Romolo Murri.
Da volontario partecipa, coi gradi di tenente di fanteria, alla Prima Guerra Mondiale. Prigioniero in un campo austriaco, al termine del conflitto accoglie le istanze di Don Luigi Sturzo ed &amp;egrave; tra i fondatori del Partito Popolare Italiano nel forlivese, di cui diviene Segretario provinciale.
Sono anni difficili. Come Segretario della Federazione contadina, membro della dirigenza nazionale della Confederazione Generale del Lavoro, direttore della &amp;laquo;Rivista Agricola Romagnola&amp;raquo; e parlamentare eletto nella circoscrizione forlivese (1921 e 1924), &amp;egrave; un personaggio impegnato e molto esposto: numerose volte vittima della violenza fascista.
Dichiarato decaduto dal Parlamento nel 1927, subisce la devastazione del suo studio a Forl&amp;igrave; e l&amp;rsquo;incendio della casa. Torna alla vita pubblica solo alla caduta del regime. Dopo un breve periodo di reclusione nel dicembre 1943, &amp;egrave; nominato membro del Comitato di Liberazione Nazionale in rappresentanza della Democrazia Cristiana (DC).
Alle elezioni del 2 giugno 1946 &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente. Deputato del gruppo parlamentare democristiano, &amp;egrave; senatore di diritto per la I legislatura, e senatore eletto nella II e nella III.
Sottosegretario al Tesoro con delega ai danni di guerra nel governo De Gasperi III, &amp;egrave; Ministro delle Poste e Telecomunicazioni dal 1955 al 1957, durante il primo Governo guidato da Antonio Segni.
Muore a Faenza nel 1959.]]></description>
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<title>Quinto Bucci</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../quinto-bucci</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Ciola di Mercato Saraceno, in provincia di Forl&amp;igrave;-Cesena, nel 1912.
Orfano di guerra &amp;egrave; avviato al lavoro di marmista al termine della sesta elementare. Dopo un periodo di lavoro come minatore in Belgio, torna a Cesena alla fine degli anni Trenta e diviene operaio nell&amp;rsquo;industria alimentare. Gi&amp;agrave; segnalato come agitatore, nel 1942 &amp;egrave; arrestato per aver partecipato a una sottoscrizione indetta dal Soccorso rosso in sostegno di un operaio comunista, e condannato a tre anni di carcere per associazione sovversiva.
L&amp;rsquo;iscrizione alla sezione giovanile del Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia avviene durante la permanenza nel carcere di Regina Coeli, dove stringe amicizia con Mauro Scoccimarro. Liberato, partecipa alla Resistenza combattendo per l&amp;rsquo;VIII Brigata Garibaldi.
Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, prende parte ai lavori nel gruppo parlamentare comunista. Nel 1947 succede a Luciano Lama alla Segreteria della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) forlivese, e mantiene la carica sino al 1952. Successivamente &amp;egrave; Segretario regionale CGIL nelle Marche. All&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; sindacale affianca l&amp;rsquo;impegno nella politica locale come capogruppo consiliare nel comune di Cesena dal 1947 al 1964.
Muore a Cesena nel 1970.]]></description>
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<title>Vincenzo Cavallari</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../vincenzo-cavallari</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Portomaggiore in provincia di Ferrara nel 1919. Di famiglia borghese antifascista, suo padre, Adolfo Cavallari, proprietario terriero e farmacista, rifiuta la tessera del Partito Nazionale Fascista e per questo motivo &amp;egrave; destituito dalla carica di Preside dell&amp;rsquo;Istituto Tecnico locale. Lo zio, Mario Cavallari, e uno dei pi&amp;ugrave; noti esponenti del Partito socialista di Ferrara, avvocato penalista e attivo antifascista, ricopre la carica di Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) Provinciale.
Nel 1938 Cavallari &amp;egrave; allievo ufﬁciale di Cavalleria, poi sottotenente. Nel 1939 resta sotto le armi e consegue la laurea in Giurisprudenza durante la guerra. &amp;nbsp;
Dopo l'8 settembre 1943 milita nella 8&amp;deg; Brigata Bologna e nella 35&amp;deg; Brigata Bruno Rizzieri di Ferrara. Dapprima azionista e ufficiale delle Brigate Giustizia e Libert&amp;agrave;, nel 1944 s&amp;rsquo;iscrive al Partito Comunista Italiano e assume il comando della Piazza militare di Ferrara.
Invalido di guerra, decorato della Medaglia d'argento al valor militare &amp;egrave; presidente del CNL di Portomaggiore; localit&amp;agrave; di cui diviene vicesindaco dopo la Liberazione.
Viene eletto all'Assemblea Costituente nelle liste del Partito Comunista Italiano al XIII Collegio. Nel 1946 ricopre la carica di Sottosegretario al Tesoro (per i danni di guerra); sar&amp;agrave; poi al Tesoro e Finanze (per i profitti di regime e di guerra) nel terzo Governo De Gasperi. &amp;Egrave; Deputato nella I e nella II legislatura.
Muore a Ferrara nel 2000.]]></description>
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<title>Arturo Raffaello Colombi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../arturo-raffaello-colombi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Massa Carrara nel 1900. All&amp;rsquo;et&amp;agrave; di nove anni si trasferisce insieme alla famiglia a Vergato, in provincia di Bologna, dove, dopo la licenza elementare inizia a lavorare come muratore. Affascinato dalle idee socialiste, gi&amp;agrave; a quattordici anni &amp;egrave; iscritto alla Federazione Giovanile Socialista Italiana. Due anni dopo &amp;egrave; Segretario della sezione di Vergato, cinque anni dopo Segretario del Comitato Direttivo della Camera del Lavoro. All&amp;rsquo;indomani della scissione di Livorno, aderisce al Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia assumendo la Segreteria della sezione locale.
Perseguitato dagli squadristi subisce pi&amp;ugrave; volte l&amp;rsquo;arresto. Nel 1923 si trasferisce a Lione, dove &amp;egrave; dirigente dei gruppi comunisti italiani esuli nella citt&amp;agrave; francese. &amp;Egrave; di nuovo in Italia nel 1931, quando svolge attivit&amp;agrave; clandestina nelle regioni settentrionali. Arrestato a Genova nel 1933 &amp;egrave; condannato al confino prima a Ponza, poi, dopo un breve periodo di libert&amp;agrave;, a Ventotene.
Liberato alla caduta del Fascismo, assume la carica di Segretario della Federazione comunista di Bologna, poi impegnato nella lotta resistenziale in Piemonte.
Eletto Deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente svolge attivit&amp;agrave; parlamentare fino al 1979: come Deputato nella III legislatura, e, come senatore, nelle legislature I, IV, V, VI, VII.
Esponente del Partito Comunista Italiano &amp;egrave; al vertice della Commissione Agraria interna al partito dal 1955 al 1969 e Presidente della Commissione centrale di controllo dal 1969 al 1979.
Muore a Roma nel 1983.]]></description>
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<title>Alessandro Coppi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../alessandro-coppi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Modena nel 1894. Di professione avvocato, nel 1913 fonda il settimanale cattolico &amp;laquo;Il Frignano&amp;raquo;, con l&amp;rsquo;intenzione di arginare gli effetti della propaganda socialista nelle zone dell'Appennino modenese.
Nel 1919 aderisce al Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo e l&amp;rsquo;anno successivo ne diviene segretario provinciale. Sotto la sua guida il partito conosce una diffusione capillare, messa in crisi dall&amp;rsquo;avvento del fascismo (nel 1923 lascia, infatti, l&amp;rsquo;incarico provinciale per assumere la presidenza della sezione cittadina).
Perso il controllo de &amp;laquo;Il Frignano&amp;raquo;, nel 1924 fonda con Francesco Luigi Ferrari il settimanale autonomo &amp;laquo;La Voce Popolare&amp;raquo;, ridotto definitivamente al silenzio con le Leggi fascistissime (1925-1926). &amp;nbsp;
Punto di riferimento degli ex popolari, dopo la firma dell&amp;rsquo;armistizio coordina il gruppo di lavoro raccolto intorno a Ermanno Gorrieri per la stesura del programma della Democrazia Cristiana (DC) modenese. Guida del Comitato di Liberazione Nazionale in citt&amp;agrave;, dopo la Liberazione ne diviene ufficialmente presidente.
Sua anche la carica di Presidente del Comitato provinciale della DC. Dopo aver fatto parte del Consiglio comunale nel capoluogo, &amp;egrave; eletto all'Assemblea Costituente nel collegio di Parma.
Deputato nel 1948, dal 1949 &amp;egrave; segretario della Commissione Difesa e dal 1951 presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere.
La sua attivit&amp;agrave; parlamentare si interrompe nel 1953.
Muore a Modena nel 1956.]]></description>
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<title>Alfeo Corassori</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../alfeo-corassori</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Campagnola Emilia in provincia di Reggio Emilia nel 1903. Bracciante, dal 1919 &amp;egrave; iscritto alla Federazione Giovanile Socialista e nel 1921 &amp;egrave; tra i fondatori della Federazione Comunista Modenese.
La sua attivit&amp;agrave; di propaganda antifascista inizia molto presto: nel 1923 e nel 1925 &amp;egrave; arrestato e processato. Nuovamente fermato nel 1927 per organizzazione comunista, &amp;egrave; condannato dal Tribunale Speciale a 10 anni di reclusione. Ne sconter&amp;agrave; sei.
Nel 1932 si trasferisce a Carpi. Qui riprende l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; cospirativa che gli coster&amp;agrave; il confino presso l&amp;rsquo;isola di Ponza. Resta strettamente vigilato anche dal suo rientro a Carpi, nel 1939.
Dopo l&amp;rsquo;8 settembre 1943 partecipa alla lotta di liberazione come Responsabile militare della provincia di Modena, &amp;egrave; poi nel Triumvirato insurrezionale dell&amp;rsquo;Emilia Romagna a Bologna, infine nel Triumvirato del nord Emilia a Reggio.
Alla Liberazione &amp;egrave; eletto sindaco di Modena, incarico che conserva fino al 1962, periodo nel quale si dedica attivamente al processo di ricostruzione della citt&amp;agrave;.
Il 2 giugno 1946 &amp;egrave; eletto Deputato all&amp;rsquo;Assemblea costituente, carica alla quale rinuncia per non trascurare il suo impegno amministrativo nella politica locale.
Muore a Modena nel 1965.]]></description>
</item>
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<title>Olinto Cremaschi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../olinto-cremaschi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Soliera, in provincia di Modena, nel 1899. Da famiglia mezzadrile, milita nel Partito Socialista Italiano, ma nel 1921 aderisce al Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia e partecipa alla fondazione della sezione di Soliera.
La sua attivit&amp;agrave; antifascista inizia nel 1922, quando d&amp;agrave; vita a un&amp;rsquo;organizzazione contadina clandestina basata su sezioni territoriali.Arrestato nel 1930 &amp;egrave; condannato a cinque anni e cinque mesi di reclusione e tre anni di vigilanza speciale per organizzazione comunista. &amp;Egrave; liberato due anni dopo per un&amp;rsquo;amnistia. Nuovamente arrestato nel 1933 &amp;egrave; condannato a quattro anni &amp;ndash; ridotti a due in appello &amp;ndash; di confino nell&amp;rsquo;isola di Ponza.
Tornato in libert&amp;agrave;, nel 1936 &amp;egrave; responsabile della politica agraria nel Comitato Federale provinciale del suo partito. Dopo l&amp;rsquo;8 settembre 1943, &amp;egrave; responsabile del Partito Comunista Italiano nella terza, quarta e quinta zona operativa.
Eletto segretario della Federterra, nel 1946 lascia l&amp;rsquo;incarico per entrare all&amp;rsquo;Assemblea Costituente.
Deputato per due legislature nel 1948 e nel 1953, fa parte della Commissione Agricoltura e Foreste e poi della Commissione Lavoro e Previdenza, mentre dal 1951 entra in Consiglio provinciale.
Dopo il 1958 &amp;egrave; presidente dell&amp;rsquo;Alleanza delle cooperative modenesi e membro del Consiglio della Centrale del latte di Modena. Dal 1966 al 1970 &amp;egrave; alla presidenza dell&amp;rsquo;Alleanza provinciale dei contadini.
Muore a Soliera nel 1974.]]></description>
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<title>Giuseppe Dossetti</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../giuseppe-dossetti</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce nel 1913 a Genova. Frequenta le scuole a Reggio Emilia, dove si &amp;egrave; trasferito con la famiglia, fino alla maturit&amp;agrave; classica. Prosegue gli studi all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna e si laurea in giurisprudenza nel 1934.
Perfezionando in Diritto Romano all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Cattolica del Sacro Cuore, nel 1942 diventa docente di Diritto Ecclesiastico all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Modena.Dopo l&amp;rsquo;8 settembre del 1943 aderisce alla Resistenza: &amp;egrave; prima nel Comitato di Liberazione Nazionale di Cavriago e poi, nel dicembre 1944, in quello provinciale di Reggio Emilia, di cui &amp;egrave; eletto presidente.
Al termine del conflitto entra nella segreteria nazionale della Democrazia Cristiana (DC) di cui &amp;egrave; Vice Segretario fino al 1951. Figura di riferimento per la corrente di sinistra del partito, sostiene un vasto e radicale progetto di riforme sociali. Eletto deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nel 1946 e alla Camera nel 1948, si pone frequentemente in contrasto con Alcide De Gasperi, criticandone l&amp;rsquo;indirizzo. In aperta polemica con le scelte maggioritarie della DC si ritira dalla vita politica nel settembre 1951.
L&amp;rsquo;anno successivo fonda il Centro di formazione spirituale e ricerca storico-religiosa a Bologna. Alla fine del 1955 fonda la comunit&amp;agrave; monastica Piccola famiglia dell&amp;rsquo;Annunziata e manifesta il desiderio di essere ordinato sacerdote.
Nel 1956 si candida alle elezioni comunali di Bologna; sconfitto dal sindaco uscente Giuseppe Dozza, &amp;egrave; eletto consigliere comunale, ma si dimette due anni dopo.
Libero da ogni impegno politico e accademico, il 6 gennaio 1959 &amp;egrave; ordinato sacerdote e si ritira a Monteveglio. Nell&amp;rsquo;estate del 1972 si trasferisce a Gerico con un gruppo di fratelli della sua comunit&amp;agrave;. All&amp;rsquo;inizio degli anni Ottanta si stabilisce a Casaglia di Montesole, presso Marzabotto.
Nel 1994 &amp;egrave; protagonista di una nuova stagione di mobilitazione a sostegno della Costituzione repubblicana, che difende in modo strenuo, ma non acritico.
Muore a Monteveglio, in provincia di Bologna, nel 1996.]]></description>
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<title>Giuseppe Dozza</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../giuseppe-dozza</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Bologna nel 1901. Di famiglia modesta, abbandona gli studi nel 1913 e inizia a lavorare come impiegato. Segretario Comunale delle leghe bracciantili a Medicina durante le agitazioni del biennio rosso; bordighiano, aderisce al Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia dopo la scissione di Livorno e assume la Segreteria della Federazione bolognese.
In seguito all&amp;rsquo;incendio della sua abitazione per mano degli squadristi, nel 1922 si trasferisce a Roma, dove ricopre cariche di rilievo nel partito: addetto alla Segreteria centrale poi Segretario Nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI). Pi&amp;ugrave; volte arrestato e rilasciato dalla polizia fascista, nel 1926 &amp;egrave; condannato in contumacia a un anno di reclusione per &amp;ldquo;incitamento all'odio di classe&amp;rdquo;, &amp;ldquo;vilipendio delle istituzioni&amp;rdquo; e &amp;ldquo;atti finalizzati al loro sovvertimento&amp;rdquo;. Entrato in clandestinit&amp;agrave;, nel 1927 emigra in Francia e, con Luigi Longo, coordina il centro estero della FGCI. Sostenitore della linea gramsciana emersa in al Congresso di Lione, rappresenta la Federazione all&amp;rsquo;Internazionale Comunista giovanile a Mosca.
Rientrato in Italia dopo la caduta del regime, &amp;egrave; tra gli estensori dei piani di combattimento nella Resistenza bolognese. Il 21 aprile 1945, su mandato del Comitato di Liberazione Nazionale, entra a Palazzo d&amp;rsquo;Accursio e il 7 maggio ottiene la legittimazione alla carica di sindaco dagli Alleati.
Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, &amp;egrave; Deputato per il gruppo parlamentare comunista.
Lega la propria carriera politica alla sua citt&amp;agrave;, di cui &amp;egrave; sindaco fino al 1966. Anni caratterizzati da un costante dialogo con le forze cattoliche, interrotto solo dall&amp;rsquo;asprezza delle elezioni 1956, quando la Democrazia Cristiana gli oppone la candidatura di Giuseppe Dossetti.
Muore a Bologna nel 1974.]]></description>
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<title>Gustavo Fabbri</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../gustavo-fabbri</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Forl&amp;igrave; nel 1882. Dopo gli studi liceali si trasferisce a Roma, dove si laurea in Giurisprudenza nel 1905. Si dedica con successo all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; forense: diviene il consulente legale di molte aziende importanti e conquista una posizione di prestigio nel settore industriale italiano.
All&amp;rsquo;indomani della Liberazione &amp;egrave; tra i maggiori esponenti della destra liberale monarchica e, su designazione della Concentrazione Nazionale Democratica Liberale, entra nella Consulta nazionale. Il 2 giugno 1946 &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente per il Blocco Nazionale della Libert&amp;agrave;.
Protagonista di spicco nei lavori dell&amp;rsquo;Assemblea, dal luglio 1946 al gennaio 1948 fa parte della Commissione per la Costituzione, della Seconda sottocommissione, della Commissione degli 11, della Commissione Speciale per riferire sul disegno di legge costituzionale &quot;proroga del termine previsto per la durata della Costituente&quot; e della Commissione Speciale per l'esame del disegno di legge recante &quot;norme per l'elezione del Senato della Repubblica&quot;.
Molto attivo nella discussione, interviene in aula sessantasette volte. In particolare s&amp;rsquo;interessa di: rapporti etico-sociali (Titolo II); rapporti economici (Titolo III); Regioni e Comuni (Titolo V); Parlamento, Capo dello Stato e Governo (Titoli I, II e III). &amp;Egrave;, inoltre, interessato alla formulazione degli articoli dall&amp;rsquo;1 al 7 nelle Disposizioni generali e a specifici articoli riguardanti funzioni e prerogative del Presidente della Repubblica, formazione delle leggi, amnistia e indulto.
Dopo la chiusura dei lavori dell&amp;rsquo;Assemblea Costituente torna a dedicarsi all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di consulente legale.
Muore a Roma l&amp;rsquo;8 gennaio 1962.]]></description>
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<title>Silvio Fantuzzi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../silvio-fantuzzi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce nel 1894 a Massenzatico, nelle campagne di Reggio Emilia. Di famiglia contadina, nel 1910 s&amp;rsquo;iscrive alla sezione giovanile del Partito Socialista Italiano e ne diviene Segretario nel 1913. Resta in carica fino al 1915, quando parte per il fronte. Gravemente ferito, resta in convalescenza per quindici mesi, poi &amp;egrave; congedato.
Torna a dedicarsi alla politica come membro della commissione direttiva della sezione socialista locale e partecipa alle lotte bracciantili del biennio rosso. Critico dell&amp;rsquo;atteggiamento dei socialisti nei confronti del Fascismo, aderisce al Partito Comunista Italiano nel 1928. Il suo impegno nella costituzione di cellule clandestine in nella zona del reggiano attira le attenzioni del regime che lo fa arrestare nel 1933. &amp;Egrave; condannato al confino a Ponza, dove rimane fino al 1935. Al ritorno a Reggio riprende l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; antifascista e subisce nuovamente l&amp;rsquo;arresto nel 1938.
Dopo l&amp;rsquo;8 settembre del 1943 partecipa attivamente alla lotta di liberazione, organizzando la renitenza dei giovani alla chiamata della Repubblica Sociale Italiana e il reclutamento delle Squadre di Azione Patriottica di Reggio.Al termine del conflitto &amp;egrave; eletto Presidente dell&amp;rsquo;Associazione coltivatori diretti nella Confederazione Generale Italiana del Lavoro e presidente dell&amp;rsquo;Alleanza dei contadini di Reggio Emilia.
Nel 1946 &amp;egrave; eletto Deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente e Consigliere comunale di Reggio Emilia. Senatore nel 1948 e nel 1953 collabora attivamente ai lavori della Commissione Agricoltura.
Muore nel 1960 a Reggio Emilia.]]></description>
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<title>Carlo Farini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../carlo-farini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Ferrara nel 1895. Con la famiglia si trasferisce a Terni nel 1903 dove milita giovanissimo nella Federazione giovanile socialista. Nel 1912 passa al Partito socialista italiano (PSI).
Prende parte ai movimenti popolari della settimana rossa. Neutralista, ma comunque combattente nel corso della Prima Guerra Mondiale, nel 1919 &amp;egrave; nominato Segretario Regionale del PSI in Umbria. Bordighiano, nel 1921 &amp;egrave; tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia.
Vittima di violenze squadriste si trasferisce a Roma con la famiglia. Dopo un arresto &amp;egrave; liberato per un'amnistia nel 1925. L&amp;rsquo;anno dopo il partito organizza il suo espatrio a Mosca, dove frequenta l'Universit&amp;agrave; leninista. Sono anni di continui spostamenti tra Francia, Spagna &amp;ndash; dove combatte come volontario nelle Brigate Internazionali &amp;ndash; e URSS.
Dopo il suo arresto &amp;egrave; consegnato alle autorit&amp;agrave; italiane nel 1942. Condannato al confino a Ventotene &amp;egrave; liberato dopo la caduta del regime.
Con il nome di battaglia di &amp;ldquo;Simon&amp;rdquo;, &amp;egrave; uno degli organizzatori della Resistenza in Liguria.
Eletto all'Assemblea costituente, &amp;egrave; Deputato anche alle elezioni del 1948 e del 1953. Consigliere nazionale dell'Associazione Nazionale Partigiani d&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; Presidente dell'Istituto storico della Resistenza di Imperia.
Muore a Roma nel 1974.]]></description>
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<title>Giacomo Ferrari</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../giacomo-ferrari</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Langhirano, in provincia di Parma, nel 1887. A quindici anni fonda la sezione del Partito socialista locale. Dopo il liceo classico e il biennio di matematica all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Parma si laurea al Politecnico di Torino in Ingegneria Civile.
Nei mesi che precedono la Prima Guerra Mondiale, l&amp;rsquo;aspro dibattito pubblico tra interventisti e neutralisti lo vede fedele alla linea del socialismo riformista di posizione pacifista. Tuttavia si arruola nel 1915.
Rientrato a Parma, lavora al Consorzio delle Cooperative. Con l&amp;rsquo;avvento del fascismo subisce intimidazioni. Negli anni successivi, i costanti soprusi e il clima instaurato dal regime lo convincono a lasciare il Paese. Nel 1931 si trasferisce a Tolosa, dove rimane cinque anni. Dopo l&amp;rsquo;ingresso dell&amp;rsquo;Italia fascista nel secondo conflitto mondiale &amp;egrave; richiamato nell&amp;rsquo;Esercito con il grado di capitano di artiglieria.
Due giorni dopo la proclamazione dell&amp;rsquo;Armistizio prende parte alla riunione del gruppo dirigente comunista che decide della resistenza armata contro i nazifascisti nel parmense.
Vice-commissario politico di brigata con i nomi di battaglia prima &amp;ldquo;Nasi&amp;rdquo; e poi &amp;ldquo;Arta&amp;rdquo;, in seguito riceve la nomina di Vice-comandante del Comando Unico Operativo nella provincia di Parma. Dopo la Liberazione tiene il discorso di commiato alle brigate partigiane in Piazza Garibaldi.
Nominato prefetto di Parma dal Comitato di Liberazione Nazionale, &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nelle file del Partito Comunista Italiano. Nel luglio del 1946 riceve la nomina di Ministro dei Trasporti, incarico che mantiene fino al maggio 1947. L&amp;rsquo;anno seguente &amp;egrave; eletto Senatore.
Nel 1951 il PCI parmense gli chiede di candidarsi sindaco: sar&amp;agrave; un amministratore abile e molto attento al sociale.
Rieletto Senatore nel 1963 e nel 1968, due anni dopo si ritira a vita privata.
Muore a Bosco di Corniglio nel 1974.]]></description>
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<title>Giuseppe Fuschini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../giuseppe-fuschini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Ravenna nel 1883. Di umili origini frequenta il seminario cittadino, dove entra in contatto con i cattolici locali e le idee riformiste di Romolo Murri.
Nel 1902 partecipa alla costituzione del primo circolo cattolico-democratico della citt&amp;agrave; e inizia la sua collaborazione con il periodico diocesano &amp;laquo;L&amp;rsquo;Eco di Ravenna&amp;raquo;. Due anni dopo entra nella redazione del settimanale &amp;laquo;Il Risveglio&amp;raquo;.
Nel 1905 &amp;egrave; a Bologna per la fondazione della Lega Democratica Nazionale, di cui resta segretario per due anni. Ricever&amp;agrave; conferma del suo incarico nel corso del Congresso di Imola (1910). Assume, inoltre, la direzione de &amp;laquo;L&amp;rsquo;azione democratica&amp;raquo;, organo di stampa della lega (1908-1911).
Nel 1911 sposa Maria Murri, sorella di Romolo, ed entra alla Camera come funzionario. &amp;Egrave; fra i fondatori della rivista &amp;laquo;Politica nazionale&amp;raquo; che dirige tra 1921 e 1923. Prende parte alla Prima Guerra Mondiale come sottotenente.
Dopo il conflitto entra nel consiglio nazionale del Partito Popolare Italiano. Antifascista, insieme al faentino Giuseppe Donati, fonda il giornale &amp;laquo;Il Popolo&amp;raquo;, ma l&amp;rsquo;inasprirsi della dittatura gli costa il posto alla Camera e lo obbliga ad allontanarsi dalla vita politica.
Troppo esposto per assumere un ruolo attivo durante la guerra o la Resistenza, torna in azione nel 1944, nel gruppo direttivo della Democrazia Cristiana. Nel 1945 entra nella Consulta nazionale e il 2 giugno 1946 &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente.
Membro della Commissione dei 75 e del Comitato di redazione, partecipa attivamente ai lavori di diverse commissioni.
Nel 1948 &amp;egrave; eletto deputato e riceve l&amp;rsquo;incarico di vicepresidente della Camera.
Muore a Roma nel 1949.]]></description>
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<title>Gustavo Ghidini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../gustavo-ghidini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Soragna, in provincia di Parma, nel 1875. Laureato in Giurisprudenza, giovanissimo s&amp;rsquo;iscrive al Partito Socialista Italiano attestandosi su posizioni turatiane e svolgendo, fino all'avvento del fascismo, un'intensa attivit&amp;agrave; politica. Sottotenente di fanteria durante la Prima Guerra Mondiale &amp;egrave; uno dei maggiori esponenti del notabilato socialista che fa da riferimento dell'antifascismo social-riformista locale. Lo scioglimento del Partito Socialista Unitario nel 1925 coincide con il ritiro dalla vita politica, ma il suo attivismo nella professione legale gli permette di preservare idee antifasciste evitando atti apertamente sovversivi.
Dopo l'8 settembre 1943, pur rinnegando il Patto d'azione con i comunisti, aderisce al Comitato di Liberazione Nazionale parmense. La pregiudiziale anticomunista, assieme alle divergenze strategiche sulla conduzione della lotta armata, sono all&amp;rsquo;origine della sua uscita, dopo pochi mesi, dal Comitato.
Con la Liberazione &amp;egrave; eletto all'Assemblea Costituente, dove ricopre l'ufficio di Vicepresidente della Commissione dei 75 e di Presidente della Terza Sottocommissione. Con la scissione di Palazzo Barberini aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani per il quale &amp;egrave; eletto senatore nel 1948.
Nella sua citt&amp;agrave; esercita la professione di avvocato fino a ottantuno anni. &amp;Egrave; Presidente dell'Ordine degli avvocati e dei procuratori.
Muore a Parma nel 1965.]]></description>
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<title>Dante Gorreri</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../dante-gorreri</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Parma nel 1900. Avviato alla professione d&amp;rsquo;idraulico, nel 1921 entra nella Federazione Giovanile Comunista Italiana di cui diviene Segretario provinciale. Nell'agosto del 1922 prende parte, con gli Arditi del Popolo, alle barricate erette nel quartiere Oltretorrente di Parma contro l'assedio da parte delle squadre fasciste. Nel 1923 subisce il primo arresto, tre anni dopo il primo provvedimento di confino. Torna a Parma nel 1931 e riprende l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; clandestina. Denunciato, subisce una seconda e una terza condanna al confino.
Rientrato in citt&amp;agrave;, nel 1942 assume la carica di Segretario provinciale della Federazione comunista parmense. Due anni dopo &amp;egrave; trasferito a dirigere la federazione comasca: arrestato dalla Brigata nera nel gennaio del 1945, &amp;egrave; torturato e condannato a morte, ma scampa alla fucilazione. Fuggito in Svizzera, rientra nel comasco dopo la Liberazione, e in queste circostanze diviene uno dei principali attori nei fatti del cosiddetto &amp;ldquo;oro di Dongo&amp;rdquo;.
Eletto all'Assemblea Costituente per il Partito Comunista Italiano (PCI) &amp;egrave; in breve travolto dalle conseguenze giudiziarie e mediatiche del processo sui fatti di fine guerra e ne diviene il principale imputato: accusato della sottrazione dei valori dell'autocolonna di Mussolini e dell'omicidio della partigiana Giuseppina Tuissi e dell'ex ausiliaria Anna Maria Bianchi. Nel 1949 un provvedimento di carcerazione preventiva lo tiene in prigione per cinque anni.
Nelle elezioni politiche del 1953 il PCI lo candida come capolista nella circoscrizione emiliana organizzando a suo favore un&amp;rsquo;energica campagna mediatica. Eletto alla Camera, la sua attivit&amp;agrave; politica si conclude nel 1972.
Muore a Parma nel 1987.]]></description>
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<title>Angela Gotelli</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../angela-gotelli</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce ad Albareto, sull'Appennino parmense, nel 1905. Studentessa brillante, frequenta il Liceo Classico a La Spezia e si laurea in Lettere Classiche all'Universit&amp;agrave; di Genova. Durante gli anni universitari si avvicina al movimento cattolico genovese e milita nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana.
Dopo un anno di supplenza a Pontremoli, vince il concorso per l'insegnamento presso il ginnasio di Trieste. Matura in questi anni la scelta antifascista.
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale rientra a La Spezia e frequenta un corso da infermiera volontaria presso l'ospedale cittadino. In seguito presta servizio come crocerossina a Brindisi, dove &amp;egrave; impegnata in prima linea nell'assistenza ai feriti sul fronte greco. Dopo l'Armistizio &amp;egrave; sfollata in montagna, ad Albareto, e partecipa alla Resistenza, prestandosi &amp;ndash; grazie al lasciapassare della Croce Rossa &amp;ndash; a scambi di prigionieri, liberazioni di ostaggi e traslazioni di salme. La sua casa di Porciorasco, a pochi chilometri da Varese Ligure, diviene la sede del Comando della IV Zona dei Volontari della Libert&amp;agrave;.
Dopo la Liberazione si schiera a favore della Repubblica e nel 1946 &amp;egrave; una delle ventuno donne elette all'Assemblea Costituente. Chiamata a far parte della Commissione dei 75, partecipa, con Nilde Iotti, ai lavori della Prima Sottocommissione. Siede alla Camera dal 1948, &amp;egrave; in diverse commissioni parlamentari e, nella seconda met&amp;agrave; degli anni Cinquanta, ricopre importanti incarichi di governo.
Nel 1951 viene eletta sindaco di Albareto. Dal 1963 al 1973 &amp;egrave; Presidente dell'Opera Nazionale per la Maternit&amp;agrave; e l'Infazia.
Nei primi anni Settanta si ritira dalla politica attiva.
Muore ad Albareto nel 1996.]]></description>
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<title>Leonilde Iotti</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../leonilde-iotti</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Reggio Emilia nel 1920. Nonostante le difficolt&amp;agrave; economiche della famiglia &amp;ndash; il padre ferroviere &amp;egrave; licenziato per motivi politici &amp;ndash; prosegue gli studi fino alla maturit&amp;agrave; e, grazie a una borsa di studio, s&amp;rsquo;iscrive all'Universit&amp;agrave; Cattolica di Milano. Negli anni dell&amp;rsquo;universit&amp;agrave;, abbandona la fede cattolica e aderisce al comunismo.
Dopo la laurea in Lettere nel 1943 ritorna a Reggio Emilia, dove inizia a insegnare presso l'Istituto tecnico industriale. Durante la Resistenza, che vive da sfollata a Cavriago, entra nei Gruppi di Difesa della Donna. Dopo la Liberazione si occupa di attivit&amp;agrave; assistenziali nelle file dell'Unione Donne Italiane di Reggio Emilia, di cui diventa Segretaria nell'autunno 1945.
Nel 1946 &amp;egrave; eletta in Consiglio comunale a Reggio Emilia e Deputata all&amp;rsquo;Assemblea Costituente. Riconfermata alla Camera nel 1948, vi rester&amp;agrave; ininterrottamente fino al 1999.
Nel 1946 inizia una relazione con Palmiro Togliatti che terminer&amp;agrave; nel 1964, anno della morte del segretario del Partito Comunista Italiano. Nel 1950, i due adottano Marisa Malagoli, sorella di un operaio ucciso dalla polizia a Modena.
Nel 1962 entra a far parte della Direzione nazionale del partito. La sua attivit&amp;agrave; politica &amp;egrave; contraddistinta da un grande impegno a favore dei diritti delle donne. Gi&amp;agrave; firmataria nel 1955 di una proposta di legge per l'istituzione di una pensione e di un'assicurazione volontaria in favore delle casalinghe, nel 1966 si batte perch&amp;eacute; il partito appoggi la causa dell'introduzione del divorzio.
Nel 1972 &amp;egrave; eletta Vicepresidente della Camera. Sette anni dopo, nel 1979, ne diventa Presidente. &amp;Egrave; la prima donna in Italia a ricoprire tale carica che mantiene fino al 1992.
Negli ultimi anni di vita le precarie condizioni di salute non le consentono di partecipare all'attivit&amp;agrave; parlamentare. Rassegna le dimissioni il 18 novembre 1999.
Muore, pochi giorni dopo, a Roma.]]></description>
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<title>Romolo Landi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../romolo-landi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Forl&amp;igrave; nel 1909 da una famiglia contadina. Dopo le scuole elementari &amp;egrave; avviato al mestiere di meccanico di motociclette pur continuando a manifestare grande interesse per gli studi umanistici cui si avvicina da autodidatta.
Antifascista, rifiuta la tessera del Partito Nazionale Fascista e nel 1939 s&amp;rsquo;iscrive al Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia di cui diviene dirigente nella sezione clandestina forlivese. Sfuggito, il giorno di Natale del 1943, a un agguato compiuto da fascisti e militari delle Schutzstaffel, partecipa attivamente alla Resistenza prima come addetto al confezionamento del materiale esplosivo per le azioni di sabotaggio e, nel 1944, quale dirigente della 29&amp;deg; Brigata Gap Gastone Sozzi.
Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, prende parte ai lavori per il gruppo parlamentare comunista. Conclusa l&amp;rsquo;esperienza da Deputato, nel 1948 abbandona la vita politica per dedicarsi attivamente agli studi. Diplomatosi maestro nel 1953, ottiene una cattedra prima a Ravenna e in seguito a Faenza. Si dedica all&amp;rsquo;insegnamento per i successivi quattordici anni.
Agli inizi degli anni Settanta partecipa alla fondazione dell&amp;rsquo;Istituto storico di Forl&amp;igrave;, di cui assume la presidenza.
Muore a Forl&amp;igrave; nel 1980.]]></description>
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<title>Mario Longhena</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../mario-longhena</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Parma nel 1876. Figlio di un reduce garibaldino rimane orfano di padre all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di sette anni. Laureato in Lettere e Filosofia all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna, insegna Storia e Geografia alle scuole medie, prima di passare alla docenza nei licei.
Partecipa al Congresso costitutivo del Partito Socialista Italiano a Genova nel 1892. Membro della Federazione Insegnanti delle scuole bolognesi, nel 1914 &amp;egrave; nominato Assessore dal sindaco Francesco Zanardi. Attivit&amp;agrave; nella quale mette a frutto le promesse della campagna elettorale: con le parole d&amp;rsquo;ordine di Pane e Alfabeto, opera attivamente per l&amp;rsquo;incremento delle scuole dell&amp;rsquo;infanzia, la sperimentazione di scuole all&amp;rsquo;aperto e di colonie.
Vittima della violenza squadrista, &amp;egrave; escluso dall&amp;rsquo;insegnamento nel 1939. Redattore dell&amp;rsquo;edizione clandestina de &amp;laquo;L&amp;rsquo;Avanti&amp;raquo;, durante la lotta resistenziale &amp;egrave; attivo nel Comitato di Liberazione Nazionale.
Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente come Deputato del gruppo parlamentare socialista, presiede la prima seduta del parlamento repubblicano.
Dopo la scissione di Palazzo Barberini aderisce al Partito Socialista Democratico Italiano.
Nel 1949 &amp;egrave; nominato Presidente della Croce Rossa Italiana, carica che mantiene sino al 1957.
Muore a Bologna nel 1967.]]></description>
</item>
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<title>Cino Macrelli</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../cino-macrelli</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Sarsina, in provincia di Forl&amp;igrave;, nel 1887. Avvocato penalista s&amp;rsquo;iscrive giovanissimo al Partito Repubblicano Italiano (PRI). Direttore de &amp;laquo;Il Popolano&amp;raquo;, rivista cesenate vicina al partito, ricopre cariche istituzionali di rilievo nella politica locale. Avverso alla guerra di Libia, partecipa alle manifestazioni antibelliche e difende in sede giudiziaria Pietro Nenni, processato per uno sciopero indetto contro la partecipazione al conflitto. Interventista allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, parte come volontario. Catturato nell&amp;rsquo;ottobre 1915, &amp;egrave; internato in un campo di prigionia.
Eletto Deputato nel 1921 &amp;egrave; tra i firmatari della dirigenza romagnola per un patto di pacificazione con i fascisti locali. In seguito alle violenze squadriste subite e, soprattutto all&amp;rsquo;affare Matteotti, prende posizione contro il regime. Dichiarato decaduto dalla carica di Deputato nel 1926, &amp;egrave; prima condannato al confino, poi al carcere, in seguito alla sola ammonizione, con l&amp;rsquo;obbligo di esercitare l&amp;rsquo;avvocatura a Roma.
Con la caduta del regime riprende l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; politica coordinando i rapporti fra PRI e Comitato di Liberazione Nazionale. Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, &amp;egrave; Deputato del gruppo parlamentare repubblicano. Ministro senza portafogli del Governo De Gasperi II, nel 1947 entra nella Direzione nazionale del PRI.
Eletto sindaco di Cesena nel 1948, abbandona l&amp;rsquo;incarico dopo pochi mesi per gli impegni parlamentari. Senatore di diritto nella I Legislatura, &amp;egrave; eletto Deputato per il gruppo parlamentare misto alle politiche del 1953 e del 1958, poi nuovamente Senatore nel 1962.
Dal 1962 al 1963 guida il Ministero della Marina mercantile nel Governo Fanfani IV.
Muore a Roma nel 1963.]]></description>
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<title>Pier Raimondo Manzini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../pier-raimondo-manzini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Lodi nel 1901. Trasferitosi a Bologna, nel 1927 diviene Direttore del quotidiano cattolico locale &amp;laquo;L&amp;rsquo;Avvenire d&amp;rsquo;Italia&amp;raquo;. La sua attivit&amp;agrave; giornalistica prosegue anche nel corso del Ventennio poich&amp;eacute; la linea editoriale del periodico da lui diretto non palesa ostilit&amp;agrave; nei confronti del regime focalizzando l&amp;rsquo;attenzione su tematiche teologiche e indicando nel bolscevismo il vero nemico dell&amp;rsquo;Europa. Con l&amp;rsquo;ingresso nel secondo conflitto mondiale il giornale entra nelle maglie della censura fascista per avere assunto una linea di ferma condanna contro le violenze belliche. Dopo l&amp;rsquo;8 settembre la pubblicazione &amp;egrave; sospesa e i locali della sede divengono luogo di incontro dei rappresentanti di diverse forze politiche, fra cui anche Giuseppe Dozza che palesa una rassicurante posizione circa l&amp;rsquo;atteggiamento comunista nei confronti delle forze confessionali italiane.
Attivo nella lotta di Liberazione, s&amp;rsquo;impegna per la partecipazione del mondo cattolico nel Comitato di Liberazione Nazionale. &amp;laquo;L&amp;rsquo;Avvenire d&amp;rsquo;Italia&amp;raquo; riprende le pubblicazioni nel settembre 1945.
Iscritto alla Democrazia Cristiana, &amp;egrave; eletto Deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente e conserva la carica per le prime tre legislature. Dal febbraio 1954 al luglio 1955 &amp;egrave; Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio nel governo Scelba, con delega per la Stampa e le Informazioni.
Nel 1960 abbandona la carriera politica, accettando l&amp;rsquo;invito del pontefice Giovanni XXIII alla direzione de &amp;laquo;L&amp;rsquo;Osservatore Romano&amp;raquo;. Carica che mantiene fino al 1978.
Muore a Roma nel 1988.]]></description>
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<title>Pasquale Marconi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../pasquale-marconi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce nel 1898 a Rosano di Vetto d&amp;rsquo;Enza, nell&amp;rsquo;Appennino reggiano. Dopo la licenza elementare s&amp;rsquo;iscrive al seminario di Marola e consegue la maturit&amp;agrave; classica da privatista presso il liceo di Reggio Emilia.
Nell'estate del 1917 &amp;egrave; chiamato alle armi. In seguito alla disfatta di Caporetto &amp;egrave; catturato. Prigioniero di guerra in Polonia e in Germania, riesce a rientrare in Italia solo nel novembre 1918.
Nel 1923 si laurea in medicina all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Modena. Trova un&amp;rsquo;occupazione all'ospedale di Reggio Emilia come assistente volontario, ma viene ben presto allontanato per via della sua nota ostilit&amp;agrave; al fascismo.
Nel settembre del 1943 partecipa, in rappresentanza della Democrazia Cristiana (DC), alla prima riunione del Comitato di Liberazione Nazionale provinciale di Reggio Emilia.
Il 3 aprile 1944 &amp;egrave; arrestato per la denuncia dell'eccidio di Cervarolo, paese reggiano raso al suolo dai tedeschi. Dopo due mesi e mezzo di prigionia si unisce alle formazioni partigiane. Nominato vicecommissario generale del Comando unico delle formazioni di montagna, fondamentale &amp;egrave; il suo ruolo di coordinamento fra brigate di appartenenze politiche diverse. Dimostra, inoltre, una spiccata sensibilit&amp;agrave; per le sorti della popolazione civile e del nemico inerme.
Nel 1946 &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nelle file della DC. Riconfermato deputato alla Camera nel 1948, resta in carica fino al 1968.
Nel 1956 &amp;egrave; eletto Sindaco del Comune di Vetto d&amp;rsquo;Enza. Schierato su posizioni conservatrici, &amp;egrave; strenuamente anticomunista.
I suoi ultimi anni di vita sono segnati da profonde sofferenze, famigliari e personali.
Muore a Castelnovo ne' Monti nel 1972.]]></description>
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<title>Nino Mazzoni</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../nino-mazzoni</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Piacenza nel 1874. Socialista gi&amp;agrave; durante gli studi di Giurisprudenza a Bologna, risulta sorvegliato dalla polizia fin dal 1896 per la sua attivit&amp;agrave; anticolonialista.
Arrestato per i moti del 1898 a Piacenza, nel 1900 passa a dirigere la Federazione socialista a Ravenna. Dopo un periodo all&amp;rsquo;Ente Morale Umanitaria di Milano, nel 1908 affianca Argentina Altobelli alla guida di Federterra cui &amp;egrave; principalmente legata la sua attivit&amp;agrave; di organizzatore d&amp;rsquo;ispirazione riformista.
Redattore dell&amp;rsquo;&amp;laquo;Avanti!&amp;raquo;, nel 1912 &amp;egrave; eletto Deputato nel collegio di Castelsangiovanni, centro del piacentino che era allora al centro della mobilitazione contadina.
Al Congresso di Ancona (1914) si distingue per le posizioni antimassoniche. Neutralista in occasione della Prima Guerra Mondiale, nel 1919 e nel 1921 &amp;egrave; eletto Deputato nel collegio di Parma, sempre proseguendo la sua opera in Federterra, a favore del bracciantato agricolo e in opposizione alla piccola propriet&amp;agrave;.
Nel 1922 aderisce al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e per cui dirige &amp;laquo;La Giustizia&amp;raquo;. Eletto Deputato nel 1924 &amp;egrave;, in seguito, aggredito dai fascisti e diffidato.
A Milano apre un negozio di oggetti d'arte che diventa luogo protetto nel corso del regime e d&amp;agrave; rifugio anche a Camillo Prampolini.
Durante la Seconda Guerra Mondiale ripara in Svizzera. Dopo la Liberazione &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente per il Partito Socialista Italiano. In seguito alla scissione di Palazzo Barberini (1947) aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.
Diventa Senatore di diritto nel 1948.
Muore a Bordighera nel 1954.]]></description>
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<title>Mario Merighi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../mario-merighi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Viterbo nel 1876. Laureato in Medicina all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Modena, diviene medico condotto e, in seguito, ospedaliero. &amp;Egrave; attivo promotore di associazioni e cooperative di produzione e consumo e si dedica al miglioramento delle condizioni delle popolazioni meno agiate. Per il servizio prestato durante la Prima Guerra Mondiale gli viene conferita la Croce al merito di guerra.
Nel primo dopoguerra &amp;egrave; Presidente dell&amp;rsquo;Associazione Nazionale Combattenti di Mirandola, attivit&amp;agrave; attraverso cui riesce a limitare le ingerenze del nascente regime promuovendo due cooperative. Divenuto bersaglio dei fascisti subisce un assalto a bastonate nel 1922. Nello stesso anno riceve la nomina a Direttore provvisorio dell&amp;rsquo;ospedale di Mirandola. Per le competenze e la stima di cui gode nella comunit&amp;agrave; mirandolese, nel 1932 gli &amp;egrave; confermata la carica di Direttore dell&amp;rsquo;ospedale.
Nel 1934 &amp;egrave; radiato dallo schedario dei sovversivi, pur continuando a essere riconosciuto essere punto di riferimento per gli antifascisti mirandolesi.
In pensione dal 1941, dal 1943 partecipa alla creazione del Comitato di Liberazione Nazionale di Mirandola e presta assistenza a partigiani feriti e ad alleati.
Dopo la Liberazione &amp;egrave; eletto deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente. Nel 1947 diventa Segretario provinciale del Partito Socialista Democratico Italiano.
Dal 1952 al 1957 &amp;egrave; Vicepresidente e, fino al 1967, Presidente della Cassa di risparmio di Mirandola.
Muore a Mirandola nel 1970.
&amp;nbsp;
&amp;nbsp;]]></description>
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<title>Micheli Giuseppe</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../micheli-giuseppe</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Parma nel 1874. Esponente di una famiglia cittadina di spicco, dopo la Laurea in Giurisprudenza segue le orme paterne e diventa notaio.
Nel 1899 fonda l&amp;rsquo;associazione cattolica La Giovine Montagna e il periodico omonimo che dirige ed anima per buona parte della sua vita. Cattolico moderato, collaboratore di Romolo Murri e di Giuseppe Toniolo, nel 1908 &amp;egrave; eletto Deputato. &amp;nbsp;
Neutralista in occasione della Prima Guerra Mondiale non aderisce immediatamente al Partito Popolare Italiano, nelle cui fila &amp;egrave; eletto al Parlamento nel 1919.
Ministro dell'Agricoltura nel secondo Governo Nitti e nel quinto Governo Giolitti, &amp;egrave; poi Ministro dei Lavori Pubblici nel primo Governo Bonomi.
Con l&amp;rsquo;avvento del regime matura lentamente un sentimento antifascista che lo convince a lasciare la vita politica attiva. Tornato alla professione notarile a Parma, &amp;egrave; bersaglio delle persecuzioni fasciste. Il suo studio viene semidistrutto nel 1925 e da quel momento diventa uno dei luoghi-simbolo dell&amp;rsquo;antifascismo parmense. Nel 1943 &amp;egrave; la prima sede locale del Comitato di Liberazione Nazionale. &amp;nbsp;
Dopo la liberazione della citt&amp;agrave; torna a Roma, dove aderisce alla Democrazia Cristiana (DC). Nominato Vicepresidente della Camera dei Deputati nel Governo Orlando, esprime in pi&amp;ugrave; occasioni la propria diffidenza nei confronti di una collaborazione governativa fra la DC e il Partito Comunista Italiano.
Eletto Deputato nell&amp;rsquo;Assemblea Costituente &amp;egrave; Ministro della Marina Militare nel secondo Governo De Gasperi.
Muore a Roma nel 1948.]]></description>
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<title>Rita Montagnana Togliatti</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../rita-montagnana-togliatti</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Torino nel 1985 da una famiglia ebrea benestante, di tradizione socialista. Sin da giovane matura una particolare sensibilit&amp;agrave; per i temi riguardanti i diritti dei lavoratori e l&amp;rsquo;emancipazione femminile: prende parte agli scioperi delle sarte torinesi nel biennio 1909-10, nel 1914 &amp;egrave; eletta Segretaria del Circolo femminile &amp;laquo;La difesa&amp;raquo;, nel 1917 partecipa alle rivolte per il pane e nel 1919 alle occupazioni delle fabbriche.
Nel 1915 si iscrive al Partito Socialista Italiano e nel 1921 prende parte al Congresso di Livorno dov&amp;rsquo;&amp;egrave; fra i fondatori del Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia. Nello stesso anno &amp;egrave; a Mosca a rappresentare le comuniste italiane alla II Conferenza Femminile Internazionale e al III Congresso del Comintern.
Nel 1924 sposa Palmiro Togliatti. Durante il ventennio fascista vive a Mosca col marito, dove frequenta alla met&amp;agrave; degli anni Trenta la Scuola leninista. In seguito sar&amp;agrave; in Francia e poi in Spagna, durante la Guerra Civile. Rientrata in Unione Sovietica dopo la vittoria franchista, collabora alle trasmissioni di Radio Mosca e Radio Milano Libert&amp;agrave;.
Di ritorno in Italia nel 1944, &amp;egrave; tra le fondatrici dell&amp;rsquo;Unione Donne Italiane e, all&amp;rsquo;indomani della Liberazione, si batte in favore dei diritti delle donne, chiedendo per loro spazio nell&amp;rsquo;Assemblea Costituente e nelle amministrazioni comunali, una giusta retribuzione e l&amp;rsquo;apertura alle vie del lavoro e del sapere.
Eletta all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nel collegio di Bologna, &amp;egrave; Deputata per il gruppo comunista e Senatrice nella I legislatura.
Con Teresa Mattei propone la mimosa come fiore-simbolo per la Festa dell&amp;rsquo;otto marzo. Il suo impegno in difesa delle lavoratrici prosegue, nonostante il divorzio da Togliatti sia alle origini di un&amp;rsquo;emarginazione all&amp;rsquo;interno del partito che la convince ad allontanarsi definitivamente dalla vita politica attiva.
Muore a Roma nel 1979.]]></description>
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<title>Pietro Nenni</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../pietro-nenni</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Faenza nel 1891. Iscritto al Partito Repubblicano Italiano &amp;egrave; nominato Segretario della Camera del Lavoro dei repubblicani di Forl&amp;igrave;.
Arrestato per aver preso parte a una manifestazione contro l&amp;rsquo;intervento italiano in Libia, dopo il carcere &amp;egrave; indicato Segretario della Consociazione Repubblicana delle Marche.
Accusato di avere organizzato i moti della settimana rossa, &amp;egrave; nuovamente incarcerato. Scontata la pena parte volontario per la Prima Guerra Mondiale. Torna a Forl&amp;igrave; in convalescenza nel 1916, poi, in seguito alla nomina di Direttore de &amp;laquo;Il giornale del mattino&amp;raquo;, si trasferisce a Bologna.
&amp;Egrave; inviato de &amp;laquo;Il secolo&amp;raquo; nel 1920 in Russia, dove matura la sua adesione al socialismo. Iscritto al Partito Socialista Italiano, al XX Congresso si dichiara contrario alla linea fusionista con i comunisti.
Nominato Direttore dell&amp;rsquo;&amp;laquo;Avanti!&amp;raquo; tenta di riunire i movimenti socialisti allo scopo di combattere il fascismo.
Con le leggi fascistissime si trasferisce in Francia, dove rientra nel 1939 dopo aver preso parte alla Guerra di Spagna come volontario. Arrestato dai tedeschi, nel 1943 subisce un breve periodo di confino a Ponza. Liberato con il 25 luglio 1943, &amp;egrave; attivo nella Resistenza romana.
Dopo la Liberazione &amp;egrave; accanito sostenitore della Repubblica. Nominato Ministro per la Costituente, mantiene l&amp;rsquo;incarico per due anni. Segretario del Partito Socialista Italiano dal 1949 al 1963; nel 1951 riceve il Premio Lenin per la pace che restituisce con l&amp;rsquo;invasione dell&amp;rsquo;Ungheria, gesto tangibile del suo definitivo allontanamento dall&amp;rsquo;Unione Sovietica.
&amp;Egrave; uno dei promotori dell&amp;rsquo;esperienza politica del Centro-sinistra: Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri tra 1963 e 1969.
Con il calo di consensi elettorali nel 1969 ritira tutte le sue cariche politiche e istituzionali.
Nominato Senatore a vita nel 1970, si distingue per la passione militante nell&amp;rsquo;azione politica anche negli ultimi anni.
Muore a Roma nel 1980.]]></description>
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<title>Teresa Noce</title>
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<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Torino nel 1900. Di famiglia modesta, abbandona gli studi per iniziare, giovanissima, a lavorare. Ha undici anni quando partecipa al primo sciopero, manifestante al fianco delle colleghe sarte per rivendicare migliori condizioni salariali e di orario. Assunta dalla Fiat Brevetti nel 1917, nel 1920 &amp;egrave; tra le fondatrici del Circolo giovanile socialista torinese.
Dopo la scissione di Livorno aderisce al Partito Comunista d&amp;rsquo;Italia impegnandosi nella Federazione giovanile e curando la pubblicazione di diverse riviste legate al partito. Nel 1936 &amp;egrave; tra le fondatrici del mensile &amp;laquo;Noi donne&amp;raquo;. Emigrata a Parigi per sfuggire al regime, nel 1926 sposa Luigi Longo che segue a Mosca e nella guerra civile spagnola dove, con il nome di battaglia Estrella, cura la pubblicazione &amp;laquo;Il volontario della libert&amp;agrave;&amp;raquo;, giornale degli italiani affiliati alle Brigate internazionali.
Durante la Seconda Guerra Mondiale milita nella resistenza francese; arrestata, subisce l&amp;rsquo;internamento in Germania e in Cecoslovacchia.
Rientrata in Italia, &amp;egrave; eletta all&amp;rsquo;Assemblea Costituente. Nei lavori della Commissione di cui fa parte, si distingue per l&amp;rsquo;impegno nella tutela delle garanzie economico-sociali per l&amp;rsquo;assistenza delle famiglie.
Eletta Deputata tra le fila del Partito Comunista Italiano nel 1948, &amp;egrave; la proponente di quella che sar&amp;agrave; la Legge n. 860, per la &amp;ldquo;Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri&amp;rdquo;. &amp;Egrave; prima firmataria della proposta di legge per la &amp;ldquo;Applicazione della parit&amp;agrave; dei diritti e della parit&amp;agrave; delle retribuzioni per un pari lavoro&amp;rdquo;.
La sua carriera politica s&amp;rsquo;interrompe nel 1953 come conseguenza dell&amp;rsquo;allontanamento dal Partito. Decisione assunta dal Comitato Centrale in seguito alla denuncia nei confronti di Luigi Longo che ha ottenuto l&amp;rsquo;annullamento del matrimonio grazie a una firma contraffatta a San Marino.
Muore a Bologna nel 1980.]]></description>
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<title>Giovanni Pallastrelli</title>
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<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Piacenza nel 1881. Di nobile famiglia, &amp;egrave; professore di Scienze Agrarie e Direttore della Cattedra ambulante di Agricoltura in citt&amp;agrave;.
Eletto Deputato nel 1913 nella lista liberale per il collegio di Bettola &amp;egrave; confermato nella carica per il collegio di Parma cinque anni dopo. Sottosegretario all'Agricoltura nei Governi Nitti e Giolitti e Sottosegretario alla Marina nei due governi Facta entra in aspro conflitto con il fascismo locale. Si allontana dalla vita politica attiva quando, nel 1924, non riceve la conferma della nomina nelle elezioni.
Trasferitosi a Roma, &amp;egrave; sorvegliato come antifascista e costretto a rifugiarsi in Vaticano. Durante la Seconda Guerra Mondiale aderisce alla Democrazia Cristiana (DC). Fa parte del Comitato di Liberazione Nazionale romano e, dopo la Liberazione, della Consulta nazionale nell&amp;rsquo;ambito della Commissione Agricoltura e Alimentazione.
Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nelle file della DC, interviene perlopi&amp;ugrave; su temi di politica agraria.
Nel 1948 entra in Senato come membro di diritto, &amp;egrave;, poi, rieletto nel 1953 per il collegio di Fiorenzuola d'Arda-Fidenza.
Muore a Gropparello, in provincia di Piacenza, nel 1959.]]></description>
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<title>Achille Pellizzari</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../achille-pellizzari</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Maglie in provincia di Lecce nel 1882. Studente promettente, a vent'anni consegue la laurea in Lettere alla Normale di Pisa; a ventisette &amp;egrave; gi&amp;agrave; professore universitario. Nel 1919 si trasferisce a Genova, qui aderisce al Partito Popolare Italiano e diviene l'uomo di punta del partito in Liguria.
Nel 1921 viene eletto alla Camera. Dopo il delitto Matteotti, d&amp;agrave; vita al primo Comitato antifascista e poi al gruppo clandestino Tempesta. Il suo attivismo non sfugge alle autorit&amp;agrave; fasciste: gi&amp;agrave; dal 1927 risulta schedato come &amp;laquo;antifascista&amp;raquo; e &amp;laquo;noto oppositore&amp;raquo;.
All&amp;rsquo;indomani del 25 luglio 1943 si fa promotore di un manifesto apertamente antifascista del quale &amp;egrave; chiamato a rispondere di fronte alle autorit&amp;agrave; repubblichine. Con ordine immediato &amp;egrave; sospeso dall'ufficio, escluso dall'insegnamento e privato dello stipendio.
Gi&amp;agrave; ultrasseantenne prende, allora, la via dei monti e si unisce alle formazioni partigiane del Nord Emilia. Nell'estate del 1944 il &amp;ldquo;Professor Prussia&amp;rdquo; (il suo primo nome di copertura, poi cambiato in &amp;ldquo;Poe&amp;rdquo;) &amp;egrave; chiamato a far parte del Comando italo-britannico per il coordinamento delle brigate attive nell'area dell'alta Val Taro. &amp;Egrave; anche Commissario politico del Comando Unico Operativo per la Provincia di Parma. Alla Liberazione entra a Parma, alla testa delle formazioni partigiane locali.
Durante il I Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana (1946) prende posizione a favore della soluzione repubblicana. Eletto all'Assemblea Costituente, non manca di esprimere la propria preoccupazione per la scarsa attenzione rivolta alla questione della vita morale e culturale del popolo italiano.
Muore a Genova nel 1948.]]></description>
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<title>Antonio Pignedoli</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../antonio-pignedoli</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Correggio in provincia di Reggio Emilia nel 1918, si laurea in Fisica all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna nel 1940.
Dopo l&amp;rsquo;ingresso dell&amp;rsquo;Italia nella Seconda Guerra Mondiale presta servizio come ufficiale del Genio aeronautico. In seguito all&amp;rsquo;8 settembre del 1943 diserta e si unisce alla Resistenza.
Nell&amp;rsquo;immediato dopoguerra assume alcuni incarichi amministrativi nella Provincia di Modena: prima come consigliere comunale, poi provinciale nelle liste della Democrazia Cristiana. Nel 1946 &amp;egrave; eletto deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente.
La sua carriera politica termina nel 1948, in seguito alla decisione di dedicarsi esclusivamente all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; accademica. Professore di Meccanica Razionale all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Modena, &amp;egrave; anche Direttore dell&amp;rsquo;Istituto matematico dell&amp;rsquo;ateneo e, in seguito, Preside della Facolt&amp;agrave; di Scienze matematiche, fisiche e naturali.
Successivamente si trasferisce all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna, dove &amp;egrave; Direttore dell&amp;rsquo;Istituto di Fisica tecnica della Facolt&amp;agrave; di Ingegneria. La sua attivit&amp;agrave; di ricerca ha prodotto oltre 250 pubblicazioni, dedicate alle scienze fisiche e naturali, alla filosofia della scienza.
Nel corso della sua carriera riceve numerosi riconoscimenti, tra i quali la nomina a socio all&amp;rsquo;Accademia dei Lincei e la Medaglia d&amp;rsquo;oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell&amp;rsquo;arte. La sua collaborazione con la commissione del CNR per gli studi spaziali gli vale l&amp;rsquo;intitolazione di un asteroide della fascia principale (22263 PIGNEDOLI).
Muore improvvisamente a Zams, in Austria, nel 1989.]]></description>
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<title>Luigi Preti</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../luigi-preti</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Ferrara nel 1914. Si laurea in Giurisprudenza e in Lettere e Filosoﬁa all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna. Insegnante di Filosoﬁa, esercita la professione forense ed ha libera docenza in Istituzioni di Diritto Pubblico.
Tenente di artiglieria tra il 1940 e il 1943, &amp;egrave; accusato di svolgere propaganda antifascista. Denunciato al Tribunale Speciale, fugge in Svizzera, dove entra in contatto con esponenti dell&amp;rsquo;emigrazione antifascista.
Rientrato a Ferrara dopo la Liberazione, &amp;egrave; nominato Segretario della Federazione Socialista cittadina. Nel 1946 &amp;egrave; eletto Consigliere Comunale, oltre che Deputato all'Assemblea Costituente, nella quale si distingue fra i principali protagonisti del dibattito.
Dopo la scissione di Palazzo Barberini aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani fondato da Giuseppe Saragat, in disaccordo con il segretario socialista Pietro Nenni sulla linea di unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;azione con il Partito Comunista Italiano.
Leader dell&amp;rsquo;ala sinistra del suo partito, risulta uno degli uomini politici emiliano-romagnoli pi&amp;ugrave; a lungo insediati nella vita istituzionale nazionale. Ricopre incarichi di governo sotto la guida dei Presidenti del Consiglio: Scelba, Segni, Fanfani, Moro, Rumor e Colombo.
Muore a Bologna nel 2009.]]></description>
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<title>Mario Alberto Pucci</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../mario-alberto-pucci</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce nel 1902 a Modena. Si laurea in Ingegneria Civile all'Universit&amp;agrave; di Bologna nel 1925 e in Architettura all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Roma.
Iscritto all&amp;rsquo;Ordine degli Ingegneri di Modena dal 1930, all&amp;rsquo;inizio degli anni Quaranta si lega ai gruppi dell'avanguardia architettonica neorazionalista di Milano, dove opera nello studio aperto con l&amp;rsquo;architetto Piero Bottoni. Entra nell&amp;rsquo;all&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Urbanistica, fondato da Adriano Olivetti.
Nel 1945 s&amp;rsquo;iscrive al Partito Comunista Italiano, entra nel gruppo dirigente ed &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea costituente e poi, per due legislature (1948 e 1953), Senatore della Repubblica.
Nel 1946 abbandona Milano per partecipare all&amp;rsquo;Amministrazione Comunale di Modena di cui far&amp;agrave; parte fino al 1970. Assessore ai Lavori Pubblici dal 1946 al 1963 &amp;egrave; uno dei principali artefici della politica di ricostruzione della citt&amp;agrave; e progettista del suo futuro assetto urbanistico.
Contemporaneamente svolge attivit&amp;agrave; di libero professionista in proprio o associato ad altri tecnici. Negli anni Cinquanta &amp;egrave; anche consulente dell'amministrazione comunale di Genova per la redazione del primo Piano Regolatore Generale della citt&amp;agrave;.
Muore a Modena nel 1979.]]></description>
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<title>Giuseppe Ricci</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../giuseppe-ricci</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Montelabbate, in provincia di Pesaro, nel 1890. Dal 1904 milita nel movimento operaio, dapprima nelle fila socialiste, poi in quelle comuniste. Dopo essere emigrato in Canada e negli Stati Uniti si stabilisce a Cattolica dove, negli anni Quaranta, gestisce uno stabilimento per la produzione del ghiaccio.
Nell'estate del 1943 partecipa alla riunione costitutiva della Federazione Circondariale del Partito Comunista Italiano (PCI) di Rimini ed entra a far parte del Comitato di Liberazione Nazionale Valconca di cui &amp;egrave; comandante per la zona di Cattolica. Il gruppo cattolichino ha un rilievo specifico nell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di raccolta d&amp;rsquo;informazioni per i Comandi Alleati; in particolare per l&amp;rsquo;organizzazione di fughe di disertori e prigionieri di guerra e per i dettagli su sistemi di difesa e movimenti di truppe dell&amp;rsquo;esercito tedesco.
Dopo la liberazione della cittadina Ricci &amp;egrave; nominato Sindaco (dal 7 al 22 settembre 1944), poi ricopre nuovamente la carica dal 20 ottobre 1946 all'11 giugno 1951. Eletto alla Consulta Nazionale in rappresentanza del PCI nella circoscrizione di Rimini, partecipa ai lavori dell'Assemblea Costituente. Rieletto Deputato nella prima legislatura repubblicana, i suoi interventi parlamentari riguardano in particolare la pesca e la marineria.
Dopo il 1953, non ricopre incarichi politici di rilievo.
Muore a Cattolica nel 1972.]]></description>
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<title>Bartolomeo (Meuccio) Ruini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../bartolomeo-meuccio-ruini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Reggio Emilia nel 1877. Nel 1903 si laurea in Giurisprudenza all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna. L&amp;rsquo;anno successivo si trasferisce a Roma, dove ottiene un impiego presso il Ministero dei Lavori Pubblici. Inizia cos&amp;igrave; la sua carriera nell&amp;rsquo;Amministrazione dello Stato, che lo porter&amp;agrave; nel 1912 alla nomina di Direttore Generale dei Servizi Speciali per il Mezzogiorno. Parallelamente si profila la sua attivit&amp;agrave; politica: nel 1904 aderisce al Partito Radicale Italiano; nel 1907 &amp;egrave; Consigliere comunale a Roma e provinciale a Reggio Emilia; nel 1913 &amp;egrave; eletto Deputato; l&amp;rsquo;anno successivo &amp;egrave; nominato consigliere di Stato.
Nel 1915 parte volontario per la Prima Guerra Mondiale e, alla fine del conflitto, riceve la Medaglia d&amp;rsquo;argento al valor militare.
Nel 1919 &amp;egrave; rieletto alla Camera; sar&amp;agrave; poi Sottosegretario all&amp;rsquo;Industria-Commercio e Artigianato nel Governo Orlando, Ministro delle Colonie nel Governo Nitti e Vicepresidente della Commissione Finanze nel dicastero Giolitti.
Firmando il manifesto liberale di Giovanni Amendola dichiara con forza la propria opposizione al Fascismo: nel 1927 rifiuta la proposta di un incarico ministeriale da parte di Mussolini, inoltre non giura fedelt&amp;agrave; al regime e perci&amp;ograve; subisce l&amp;rsquo;estromissione dagli incarichi pubblici.
Nel 1942 fonda in clandestinit&amp;agrave; il partito della Democrazia del Lavoro. Dopo la caduta del Fascismo, &amp;egrave; tra i fondatori del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel 1946 &amp;egrave; eletto Deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente e assume la carica di Presidente della Commissione dei 75.
Nel 1948 &amp;egrave; nominato Senatore di diritto. Nel 1953 si trova a presiedere il Senato durante le discussioni che portano all&amp;rsquo;approvazione della legge elettorale passata alla storia come &amp;ldquo;legge truffa&amp;rdquo;. Sceglie di non candidarsi alle elezioni che seguono tali fatti.
Nel 1963 il Presidente della Repubblica Antonio Segni lo nomina Senatore a vita.
Muore a Roma nel 1970.]]></description>
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<title>Angelo Salizzoni</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../angelo-salizzoni</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Bologna nel 1907. Impiegato come ragioniere, affianca all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; lavorativa presso alcune societ&amp;agrave; assicurative un intenso impegno politico di matrice cattolica. Avverso al regime fascista, dopo una lunga resistenza alla dittatura limitata a un&amp;rsquo;opposizione privata, nel 1942 si fa ispirare dal radiomessaggio natalizio di Pio XII che invita all&amp;rsquo;impegno politico per il progetto di ricostruzione di un partito cattolico. Dall&amp;rsquo;inverno 1943 si distingue per le attivit&amp;agrave; di alfabetizzazione politica di una generazione che, per motivi anagrafici, non aveva vissuto l&amp;rsquo;esperienza del Partito Popolare Italiano.
Sostenitore dell&amp;rsquo;ingresso della Democrazia Cristiana nel Comitato di Liberazione Nazionale, &amp;egrave; eletto tra le fila del partito nell&amp;rsquo;Assemblea Costituente, nel XIII collegio di Bologna. Sar&amp;agrave;, poi, Deputato per le prime sei legislature (1957-1976).
Membro della direzione nazionale della Democrazia Cristiana fin dal 1952, non abbandona la politica locale, e s&amp;rsquo;impegna, in prima persona, per la candidatura di Giuseppe Dossetti a sindaco di Bologna (1956).
Stretto collaboratore di Aldo Moro &amp;egrave; Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei cinque governi da lui guidati e svolge un ruolo di primo piano durante la stagione del Centrosinistra. &amp;Egrave;, inoltre, sottosegretario all&amp;rsquo;Interno dei governi Zoli, Leone II, Rumor I, Rumor II, al Tesoro del Fanfani II e agli Affari esteri dei governi Rumor III, Colombo e Andreotti I.
Muore a Bologna nel 1992.]]></description>
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<title>Alberto Simonini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../alberto-simonini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Reggio Emilia nel 1896. Termina le scuole elementari a Piacenza, dove trova un&amp;rsquo;occupazione come meccanico. Si sposta poi a Brescia e nel 1912 aderisce alla Federazione Giovanile Socialista di cui diventa Segretario. Partecipa alle proteste contro la guerra di Libia ed &amp;egrave; condannato a tre giorni di carcere.
Torna a Reggio Emilia nel 1914: eletto Segretario Provinciale dei Giovani Socialisti, si fa promotore di un orientamento massimalista che porta allo sciopero generale contro l&amp;rsquo;intervento nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1916 riceve la chiamata alle armi, ma &amp;egrave; deferito per un tentativo di diserzione.
Nel 1919 riprende l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; politica come dirigente sindacale. In quegli anni matura il suo avvicinamento alla corrente riformista del partito.
Nel 1924 gli &amp;egrave; affidata la Segreteria del Comitato Elettorale per l&amp;rsquo;Emilia Romagna; si trasferisce, poi, a Torino, dove continua l&amp;rsquo;impegno politico nella Federazione degli edili. Nel 1926 si ritira dalla vita politica per dedicarsi esclusivamente all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di agente di commercio.
Nel settembre del 1943 partecipa, in rappresentanza dei socialisti, alla prima riunione del Comitato di Liberazione Nazionale provinciale di Reggio Emilia. Disapprovando la scelta della lotta armata &amp;egrave; presto sostituito dai vertici del partito.
Dopo la Liberazione diventa Segretario Provinciale del Partito Socialista Italiano di Unit&amp;agrave; Proletaria. Nel 1946 &amp;egrave; eletto Deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente.
In seguito alla scissione di Palazzo Barberini aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani di Giuseppe Saragat, di cui diventa Segretario Nazionale tra il 1948 e il 1949.
Deputato nelle prime tre legislature repubblicane, &amp;egrave; Ministro della Marina Mercantile negli anni 1950-51 e Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni nel 1958.
Eletto membro del Consiglio Europeo a Strasburgo, qui muore improvvisamente nel 1960.]]></description>
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<title>Aldo Spallicci</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../aldo-spallicci</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Aldo Spallicci nasce a Santa Maria Nuova di Bertinoro in provincia di Forl&amp;igrave; nel 1886. Figlio di un medico condotto si laurea in Medicina e Chirurgia all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna nel 1912. Affianca alla professione medica quella di poeta dialettale e pubblicista, collaborando e dirigendo periodici locali d&amp;rsquo;ispirazione democratica e repubblicana.
Nel 1912 s&amp;rsquo;iscrive al Partito Repubblicano Italiano (PRI) e, fedele alla tradizione risorgimentale, partecipa alle campagne garibaldine in Grecia e in Epiro. Nel 1915 si arruola volontario e partecipa alla Prima Guerra Mondiale.
Nel 1919, congedato con il grado di capitano e tre croci di guerra, rientra a Forl&amp;igrave; e riprende la sua professione di medico e di divulgatore della cultura romagnola.
Nel 1920 fonda la rivista &amp;laquo;La Pi&amp;ecirc;: rassegna d&amp;rsquo;illustrazione romagnola&amp;raquo;, dedicata agli studi locali e al recupero e alla valorizzazione del dialetto e delle tradizioni popolari romagnole.
Presidente della Sezione forlivese dell&amp;rsquo;Associazione Nazionale Combattenti, fin dagli albori del fascismo subisce controlli e persecuzioni e nel 1927 &amp;egrave; costretto a trasferirsi con la famiglia a Milano. Dopo la soppressione de &amp;laquo;La Pi&amp;ecirc;&amp;raquo; nel 1933, &amp;egrave; condannato al confino in Irpinia. Sfollato a Milano Marittima, nel 1943 &amp;egrave; arrestato dall&amp;rsquo;OVRA e incarcerato a San Vittore.
Dopo la Liberazione, pubblica studi di storia della medicina, biografie di antifascisti e una vasta raccolta di poesie in volgare romagnolo. Rifonda, inoltre, &amp;laquo;La Pi&amp;ecirc;&amp;raquo; e s&amp;rsquo;impegna in iniziative culturali e associative nel forlivese.
Il 2 giugno 1946 &amp;egrave; eletto deputato alla Costituente per il PRI. Rieletto senatore nella Prima e Seconda Legislatura ricopre il ruolo di Commissario aggiunto alla Sanit&amp;agrave; e Sottosegretario al Turismo.
Nel 1964, quasi ottantenne, aderisce all&amp;rsquo;Unione Democratica per la Nuova Repubblica fondata da Randolfo Pacciardi.
Muore nel 1973 a Premilcuore.]]></description>
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<title>Gherardo Taddia</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../gherardo-taddia</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, nel 1894.
Iscritto al Partito Socialista Italiano dal 1909, viene schedato dalla polizia nel 1917 quando, mentre &amp;egrave; ancora studente di Giurisprudenza, si distingue per l&amp;rsquo;attivismo nella propaganda neutralista. Prende comunque parte alla Prima Guerra Mondiale coi gradi di ufficiale.
Trasferitosi a Bologna, esercita l&amp;rsquo;avvocatura fino al 1926 quando, perseguitato dai fascisti, &amp;egrave; costretto ad abbandonare la citt&amp;agrave;. Vi ritorna tre anni dopo, ma continua a subire numerosi controlli, prima e dopo la scelta di prendere parte attiva alla lotta resistenziale.
Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, &amp;egrave; iscritto al gruppo parlamentare socialista. In occasione dei lavori in plenaria presenta un&amp;rsquo;interrogazione in merito alla diminuzione della tassa sul patrimonio e della sovraimposta mobiliare per gli stabili danneggiati durante il conflitto.
Dopo la scissione di Palazzo Barberini aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani. Al termine dei lavori della Costituente abbandona la carriera politica per tornare a occuparsi di avvocatura.
Muore a Bologna nel 1976.]]></description>
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<title>Renato Tega</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../renato-tega</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Spello, in provincia di Perugia, nel 1887.
Diplomato magistrale, all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di maestro elementare affianca l&amp;rsquo;impegno politico, distinguendosi presto come una delle figure di spicco del movimento socialista locale. Eletto Assessore comunale a Spello nel 1908, nel 1913 si trasferisce a Molinella, in provincia di Bologna, dove assume la carica di Vice segretario comunale. Pi&amp;ugrave; volte arrestato per propaganda antibellica negli anni della Prima Guerra Mondiale, al termine del conflitto &amp;egrave; uno dei dirigenti della Federazione del Partito Socialista Italiano (PSI), con importanti cariche a Molinella e a Bologna.
Oggetto della violenza degli agrari e degli squadristi, per sfuggire alle persecuzioni nel 1925 emigra in Francia per un breve periodo. Rientrato in Italia nel 1926, &amp;egrave; condannato al confino a Lipari. Liberato l&amp;rsquo;anno seguente, sebbene considerato un sovversivo dalla polizia politica, s&amp;rsquo;iscrive al Partito Nazionale Fascista e ottiene la cattedra di maestro in una scuola elementare di Bologna.
Tra i promotori del Movimento di Unit&amp;agrave; Proletaria nel 1942, nel 1943 partecipa alla fondazione del Partito Socialista Italiano di Unit&amp;agrave; Proletaria. Prende parte alla Resistenza combattendo per la 3&amp;deg; Brigata Matteotti Citt&amp;agrave;.
Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nel gruppo parlamentare socialista, dopo la scissione di Palazzo Barberini aderisce al PSI.
Muore a Bologna nel 1955.]]></description>
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<title>Michele Valenti</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../michele-valenti</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Medesano in provincia di Parma nel 1894. Figlio dell&amp;rsquo;ex sindaco del paese, partecipa alla Prima Guerra Mondiale con il grado di Capitano. La passione politica lo spinge a entrare nel Partito Popolare Italiano di cui diventa segretario della Sezione Cittadina di Parma.
Negli anni dell&amp;rsquo;ascesa del fascismo cerca di mediare una riconciliazione tra i due fronti da lui giudicati &amp;ldquo;violenti&amp;rdquo;: il marxismo e lo squadrismo fascista. La via per una pacificazione dello scontro politico e sociale &amp;egrave; individuata nell&amp;rsquo;associazionismo di matrice cattolica, punto di forza della sua visione politica.
Si laurea in Giurisprudenza; poi, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, &amp;egrave; arruolato con il grado di Tenente Colonello a Bolzano. Catturato il 9 settembre 1943, viene internato nei campi di Innsbruck, Worlg, Stablak, Deblin-Irena, Tschlustokan, Normiberga e Hesepl (Hems).
Al suo ritorno in Italia riprende l&amp;rsquo;impegno politico: si candida alle elezioni comunali di Parma del 1946 e diventa Consigliere. Il 2 giugno dello stesso anno &amp;egrave; eletto Deputato all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, dove si batte contro le ingiustizie del trattato di Pace di Parigi e per vedere riconosciuto il contributo democratico fondamentale della Resistenza, dell&amp;rsquo;esercito e degli internati militari.
Muore a Roma il 12 marzo 1947, solo dopo pochi giorni aver accompagnato due rappresentati del Centro Italiano Femminile di Parma presso il Ministero dell&amp;rsquo;Interno.]]></description>
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<title>Verenin Grazia</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../verenin-grazia</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Rimini il 2 luglio 1898. Entra nel movimento anarchico in giovanissima et&amp;agrave;. Le fonti poliziesche lo segnalano come militante attivo nel gruppo locale gi&amp;agrave; dal 1913. Nel febbraio di quell&amp;rsquo;anno si trasferisce con la famiglia a Milano, dove diventa funzionario dell&amp;rsquo;Unione Sindacale Italiana.
Soldato semplice nella Prima Guerra Mondiale, dopo la smobilitazione rientra in Romagna, dove si fa strada nel movimento cooperativo grazie alle sue doti di agitatore politico ed organizzatore. Dopo la Marcia su Roma emigra brevemente in Francia e durante la dittatura svolge lavori saltuari a Milano, Parma e Bologna, costantemente vigilato dalla polizia.
Nel 1942 e nel 1943 &amp;egrave; promotore di agitazioni e scioperi tra i braccianti emiliani. In quel periodo aderisce al Partito Socialista Italiano (PSI) e partecipa alla sua riorganizzazione nel territorio bolognese. Prende parte alla Resistenza come Vicecommissario politico del Comando Unificato Militare Emilia-Romagna e Segretario del Comitato di Liberazione Nazionale regionale.
Nell&amp;rsquo;immediato dopoguerra &amp;egrave; Direttore del Consorzio delle Cooperative Agricole in provincia di Bologna. Dal 1949 ricopre l&amp;rsquo;incarico di Segretario generale della Lega Nazionale delle Cooperative.
Eletto Deputato nell&amp;rsquo;Assemblea Costituente e poi nella prima legislatura repubblicana, tra i suoi interventi parlamentari si distinguono quelli a sostegno della cooperazione, della concessione di contributi statali alle casse rurali e ai progetti di formazione professionale per i disoccupati.
Dopo la scissione socialdemocratica, Grazia milita nella sinistra del PSI, poi nel 1963 entra nel Partito Socialista Italiano di Unit&amp;agrave; Proletaria e nel 1968 nel Partito Comunista Italiano.
Muore a Bologna nel 1972.]]></description>
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<title>Olindo Vernocchi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../olindo-vernocchi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Forlimpopoli in provincia di Forl&amp;igrave; nel 1888. Da una famiglia di tradizione socialista, si iscrive al Partito Socialista Italiano (PSI) nel 1903 e studia Giurisprudenza all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna.
Fin da giovanissimo si dedica al giornalismo e all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; politico-sindacale. Negli anni tra il 1909 e il 1915 &amp;egrave; Consigliere comunale a Forlimpopoli e dal 1912 al 1915 Segretario della Federazione forlivese del PSI.
Dopo la Direzione de &amp;laquo;La lotta di classe&amp;raquo;, nel biennio 1925-26 &amp;egrave; redattore-capo dell&amp;rsquo;&amp;laquo;Avanti!&amp;raquo;.
Convinto neutralista nel corso della Prima Guerra Mondiale, con l&amp;rsquo;avvento del Fascismo &amp;egrave; sottoposto a insistenti controlli di polizia. Intimidazioni che non lo distolgono dal mantenere i contatti con i compagni socialisti in Italia e all&amp;rsquo;estero: azione che contribuisce alla riorganizzazione del partito in clandestinit&amp;agrave;.
Dopo il 25 luglio 1943 entra nella Direzione del PSI. Opera attivamente nella Resistenza.
Il 2 giugno 1946 &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente nella lista socialista del Collegio unico nazionale.
&amp;Egrave; membro della Direzione Nazionale PSI fino al XXIV Congresso del 1946.
Muore a Roma nel 1948.]]></description>
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<title>Ezio Villani</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../ezio-villani</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Galliera, in provincia di Bologna, nel 1892.
Trasferitosi a Ferrara nel 1906, s&amp;rsquo;iscrive al Partito Socialista Italiano (PSI) ed entra nella redazione del periodico socialista locale &amp;laquo;La Scintilla&amp;raquo;. Nel dicembre 1920 &amp;egrave; arrestato con l&amp;rsquo;accusa d&amp;rsquo;aver partecipato agli scontri a Palazzo Estense tra fascisti e socialisti e condannato a dieci mesi di reclusione. Assolto, ritorna a Galliera, per poi trasferirsi a Torino.
Arrestato nel 1925, cambia ripetutamente dimora e, sempre controllato dalla polizia politica, si sposta nel corso degli anni Trenta fra Verona, Milano, Venezia e Roma. Attivo nella riorganizzazione del PSI romano, viene arrestato nel 1942 per &amp;ldquo;propaganda comunista&amp;rdquo;. Liberato nell&amp;rsquo;agosto 1943, prende parte attiva alla lotta di Resistenza contro l&amp;rsquo;occupazione nazista nella capitale. Nuovamente arrestato nel maggio 1944, &amp;egrave; imprigionato nel tristemente famoso carcere di Via Tasso.
Dopo la Liberazione di Roma &amp;egrave; tra i firmatari, nell&amp;rsquo;agosto 1944, del Patto d&amp;rsquo;unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;azione tra partiti comunista e socialista.
Eletto alla Costituente, &amp;egrave; deputato per il gruppo parlamentare socialista e membro della Terza commissione per l&amp;rsquo;esame dei disegni di legge.
Dopo la scissione di Palazzo Barberini s&amp;rsquo;iscrive al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.
Muore a Roma nel 1955.]]></description>
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<title>Benigno Zaccagnini</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../benigno-zaccagnini</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Faenza nel 1912. Inizia a frequentare la parrocchia di Santa Maria in Porto quando con la famiglia si trasferisce a Ravenna. Studente di Medicina, partecipa alle riunioni di Azione Cattolica e si forma nell&amp;rsquo;ambiente antifascista dell&amp;rsquo;oratorio di Don Sangiorgi, dove conosce Arrigo Boldrini. Reggente della Federazione Universitaria Cattolica Italiana e Presidente della Giovent&amp;ugrave; Italiana di Azione Cattolica, si distingue come membro di spicco della nuova leva cattolica.
Arruolato come tenente medico, partecipa alla Seconda Guerra Mondiale sul fronte balcanico. Fatto prigioniero dopo l&amp;rsquo;Armistizio, &amp;egrave; condotto via nave a Venezia da dove riesce a fuggire per tornare a Ravenna. Da questo momento entra in clandestinit&amp;agrave; e assume il nome di &amp;ldquo;Tommaso Moro&amp;rdquo;. Leader del gruppo cattolico, diviene anche presidente del Comitato di Liberazione Nazionale provinciale.
Alla fine del conflitto entra nelle file della Democrazia Cristiana (DC). Eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente, il suo contributo si lega al progetto dell&amp;rsquo;articolo 131 e ad alcune interrogazioni in materia fiscale.
Eletto deputato nel 1948, negli anni successivi ricopre numerosi incarichi e fa parte di molte commissioni parlamentari. Sottosegretario di Stato al Lavoro e alla Previdenza Sociale (1958-59), &amp;egrave; Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale (1959-60) e Ministro dei Lavori Pubblici (1960-62).
Dal 1969 al 1980 ricopre la carica di Presidente e poi di Segretario della DC. La sua leadership coincide con una fase di rinnovamento, e tuttavia l&amp;rsquo;uccisione di Aldo Moro, il fallimento del compromesso storico e la stagione degli attentati rappresentano un grosso colpo per il partito.
Nel 1983 viene eletto al Senato dove rimane per tutto il resto della sua vita.
Muore a Ravenna nel 1989.]]></description>
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<title>Francesco Zanardi</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../francesco-zanardi</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce a Poggio Rusco, in provincia di Mantova, nel 1873. Laureato in Chimica e in Farmacia, si iscrive, giovanissimo, al Circolo radical-democratico locale e, nel 1893, &amp;egrave; tra i promotori della confluenza della Federazione mantovana degli operai e dei contadini nel Partito dei Lavoratori Italiani. Arrestato nel 1884, &amp;egrave; condannato a tre mesi di domicilio coatto in seguito all&amp;rsquo;emanazione delle leggi eccezionali crispine. Sindaco di Poggio Rusco dal 1901 al 1904, si trasferisce, poi, a Bologna.
Con il programma Pane e alfabeto &amp;egrave; eletto sindaco nel 1914: guida nella prima giunta socialista nella storia cittadina. Fra i provvedimenti pi&amp;ugrave; innovativi si registra l&amp;rsquo;istituzione dell&amp;rsquo;Ente Autonomo dei Consumi che prevede la vendita a prezzo fisso di generi alimentari per contrastare la speculazione ed evitare la fame del tempo di guerra. Guadagnatosi l&amp;rsquo;appellativo di &amp;ldquo;Sindaco del pane&amp;rdquo;, il suo mandato si contraddistingue per azioni mirate al miglioramento delle condizioni della popolazione e delle istituzioni scolastiche.
Vittima delle violenze squadriste nel biennio 1920-21, lascia la citt&amp;agrave; per trasferirsi a Roma, ma non perde i contatti con gli ambienti antifascisti bolognesi. Per questo motivo diviene oggetto d&amp;rsquo;attenzione da parte dell&amp;rsquo;OVRA e subisce la condanna a cinque anni di confino (1937) a Cava de&amp;rsquo; Tirreni nel salernitano. L&amp;rsquo;anno dopo, a causa dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; avanzata, gli &amp;egrave; concesso di spostare la sede di confino a Porto Mantovano.
Rientrato a Bologna solo dopo la Liberazione, &amp;egrave; eletto all&amp;rsquo;Assemblea Costituente e prende parte ai lavori per il gruppo parlamentare socialista. Sar&amp;agrave; senatore (1948) con il gruppo Unit&amp;agrave; socialista.
Muore a Bologna nel 1954.]]></description>
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<title>Il progetto &amp;ldquo;I Costituenti emiliano-romagnoli&amp;rdquo;</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../progetto</link>
<pubDate>Tue, 28 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Concepito per ricordare il 70&amp;deg; anniversario dell&amp;rsquo;entrata in vigore della Costituzione, il progetto ha inteso proporre la vicenda biografica di tutti i deputati dell&amp;rsquo;Assemblea Costituente emiliano-romagnoli.
Alcuni sono assai noti, e tanto &amp;egrave; stato scritto su di loro ed anche da loro stessi. Qui si &amp;egrave; voluto riportare l&amp;rsquo;esperienza di tutti, noti e meno noti, attraverso medesimi parametri. Per questo motivo, oltre alla ricerca, &amp;egrave; stata particolar...]]></description>
</item>
<item>
<title>Crediti</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../crediti</link>
<pubDate>Tue, 28 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[&amp;ldquo;I Costituenti Emiliano-Romagnoli&amp;rdquo; &amp;egrave; un progetto degli Istituti storici dell&amp;rsquo;Emilia-Romagna in rete.
Coordinamento

Luca Alessandrini

Gruppo di lavoro

Luca Alessandrini
Vito Contento
Alberto Malfitano
Giuseppe Masetti
Marco Minardi

Redazione

Agnese Portincasa

Hanno collabo...]]></description>
</item>
<item>
<title>1920</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../1920</link>
<pubDate>Tue, 28 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[19 aprile: si apre la Conferenza di San Remo che divide i territori gi&amp;agrave; dell&amp;rsquo;impero turco sconfitto
5 aprile A Decima di San Giovanni in Persiceto si tiene una manifestazione di contadini e braccianti. I carabinieri intervengono: 8 morti e 45 feriti tra i manifestanti
21 novembre: fatti di Palazzo d&amp;rsquo;Accursio, in Piazza Maggiore a Bologna, i socialisti festeggiano la vittoria elettorale, i fascisti attaccano: 10 morti e 58 feriti socialisti, nell'aula consili...]]></description>
</item>
<item>
<title>1919</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../1919</link>
<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[15 gennaio: a Berlino i Freikorps arrestano e assassinano Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht
18 gennaio: Si apre a Parigi la Conferenza di pace che pone fine alla prima guerra mondiale
14-16 giugno: a Bologna si tiene il primo congresso del Partito Popolare Italiano
12 settembre: ha inizio l&amp;rsquo;Impresa di Fiume. Gabriele D&amp;rsquo;Annunzio occupa la citt&amp;agrave; con 2.500 legionari dichiarandone l'annessione all&amp;rsquo;Italia
Walter Gropius fonda la Bauahaus...]]></description>
</item>
<item>
<title>1918</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../1918</link>
<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Ottobre: inizia l&amp;rsquo;epidemia di influenza spagnola. In pochi mesi provocher&amp;agrave; 600.000 morti solo in Italia
4 novembre finisce la prima guerra mondiale sul fronte italo-austriaco.
9 novembre: l'imperatore della Germania Guglielmo II abdica. Viene proclamata la Repubblica
11 novembre: finisce la prima guerra mondiale e l&amp;rsquo;imperatore d'Austria-Ungheria abdica.
12 novembre viene proclamata la repubblica austriaca...]]></description>
</item>
<item>
<title>1915</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../1915</link>
<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[24 maggio: l&amp;rsquo;Italia dichiara guerra all&amp;rsquo;Austria-Ungheria ed entra nella prima guerra mondiale.
25 maggio: Le provincie di Bologna, Forl&amp;igrave; e Ravenna sono dichiarate zone di guerraEinstein pubblica la teoria della relativit&amp;agrave; generale...]]></description>
</item>
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<title>1914</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../1914</link>
<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Giugno: Settimana rossa, ondata di scioperi e manifestazioni a carattere insurrezionale, nelle Marche e in Romagna 28 giugno: a Sarajevo sono uccisi l&amp;rsquo;arciduca d&amp;rsquo;Austria Francesco Ferdinando e la moglie28 giugno&amp;nbsp; elezioni amministrative italiane le prime a celebrarsi a suffragio universale maschile28 luglio: inizia la prima guerra mondiale
15 luglio si insedia la prima amministrazione socialista a Bologna, Sindaco Francesco Zanardi che diverr&amp;agrave;...]]></description>
</item>
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<title>1913</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../1913</link>
<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[1&amp;deg; gennaio: Giovanni Papini e Ardengo Soffici fondano a Firenze la rivista &amp;ldquo;Lacerba&amp;rdquo;.
23 gennaio: i Giovani Turchi prendono il potere con un colpo di Stato 26 ottobre - 2 novembre elezioni politiche, le prime elezioni a suffragio universale maschile, successo del Patto Gentiloni, tra i liberali di Giovanni Giolitti e l&amp;rsquo;Unione Elettorale Cattolica Italiana...]]></description>
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<title>1912</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[14-15 aprile il transatlantico Titanic affonda in Atlantico durante il suo viaggio inauguraleArnold Sch&amp;ouml;mberg compone il Pierrotr Lunaire
7-10 ottobre: XIII Congresso del Partito socialista italiano a Reggio EmiliaEinstein pubblica la teoria della relativit&amp;agrave; generale...]]></description>
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<title>1909</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[20 febbraio: Filippo Tommaso Marinetti pubblica in Francia, su &amp;ldquo;Le Figaro&amp;rdquo; il Manifesto del futurismo.
1 agosto Un gruppo di imprenditori agrari bolognesi e ravennati ottengono il pacchetto di maggioranza del Resto del Carlino10 dicembre A Guglielmo Marconi viene assegnato il premio Nobel per la Fisica...]]></description>
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<title>1907</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[6 dicembre: la peggiore tragedia mineraria negli Stati Uniti, muoiono 956 lavoratori, oltre 500 dei quali sono italiani, immigrati da Molise, Calabria, Abruzzo
Maggio 1907 Durante il lunghissimo sciopero agrario nella zona di Argenta (FE), diverse famiglie bolognesi ospitano i figli dei braccianti in lotta.A Ernesto Teodoro Moneta, primo e unico italiano, &amp;egrave; assegnato il premio Nobel per la Pace...]]></description>
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<title>1905</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[27 giugno: ammutinamento della nave da guerra russa Pot&amp;euml;mkin
5 settembre: con la mediazione del Presidente statunitense Theodore Roosvelt, si conclude la guerra tra Giappone e Russia
20 novembre: nasce a Bologna la Lega democratica nazionale, promossa da Romolo Murri e altri democratici cristiani....]]></description>
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<title>1903</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[3 novembre: con il secondo Governo Giolitti inizia l&amp;rsquo;et&amp;agrave; giolittiana 10-13 novembre: a Bologna si svolge il XIX Congresso nazionale cattolico, nel quale si consuma la frattura definitiva tra i cattolici democratici, seguaci di Romolo Murri, e gli intransigenti dell'Opera dei Congressi.17 novembre: il Partito operaio socialdemocratico russo, nel congresso di Copenaghen, si divide tra bolscevichi, attorno a Lenin, e menscevichi guidati da Martov...]]></description>
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<title>1902</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[19 giugno: la legge Carcano sul lavoro delle donne dei fanciulli fissa l&amp;rsquo;et&amp;agrave; minima per il lavoro a 12 anni e un limite di 12 ore lavorative al giorno per le donne
Inizia a Bologna l'abbattimento delle mura del Trecento...]]></description>
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<title>1901</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Il 24 e 25 novembre si svolge a palazzo dei Notai il primo Congresso dei Lavoratori della Terra, Segretaria della Federazione nazionale &amp;egrave; eletta Argentina Bonetti Altobelli
12 dicembre: prima trasmissione radio transoceanica effettuata da Guglielmo Marconi fra la Zelanda e Terranova...]]></description>
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<title>1900</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[19 luglio: salpano dall'Italia le Regie Truppe Italiane nell&amp;rsquo;Estremo Oriente dirette in Cina, a sostegno di un contingente della Marina e delle altre forze occidentali contro la rivolta dei boxer
29 luglio: l'anarchico Gaetano Bresci uccide il re d'Italia Umberto I...]]></description>
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<title>1899</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[20 maggio Il Consiglio provinciale di Bologna nomina una Commissione permanente per lo studio e la cura della pellagra, grave piaga sociale comparsa dalla fine del Settecento nella pianura Padana e nei paesi dell&amp;rsquo;Appennino
11 luglio: nasce a Torino la Fiat (Societ&amp;agrave; Anonima Fabbrica Italiana di Automobili)
12 ottobre: scoppia la guerra anglo-boera
Il primo apparecchio radiologico installato a Bologna entra in funzione all'Istituto ortopedico Rizzoli...]]></description>
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<title>1898</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Primavera Scioperi a Mezzolara e Molinella (BO) in seguito ai quali sono arrestati Giuseppe Massarenti, Andrea Costa e diversi altri socialisti
13 gennaio: in Francia. &amp;Eacute;mile Zola pubblica su &amp;ldquo;L&amp;rsquo;Aurore&amp;rdquo; l'editoriale J&amp;rsquo;accuse in difesa di Alfred Dreyfus
15 febbraio: inizio della guerra tra Spagna e Stati Uniti
7 maggio: il Generale Bava Beccaris, autorizzato dal Governo, usa i cannoni contro la folla che protesta a Milano per la mancanza di...]]></description>
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<title>1896</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[1&amp;deg; marzo: ad Adua, in Etiopia, sono disatrosamente sconfitte le truppe dell'esercito invasore italiano guidate dal generale Baratieri. Ha termine per l'Italia la Campagna d&amp;rsquo;Africa, ne seguono le dimissioni del governo Crispi.
6 aprile: ad Atene inizia la prima Olimpade moderna
1 novembre: nasce il quotidiano cattolico &amp;ldquo;L'Avvenire&amp;rdquo; a Bologna...]]></description>
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<title>1895</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[26 maggio: le elezioni politiche confermano al governo Crispi
28 dicembre: nasce il cinema con la prima proiezione cinematografica pubblica dei fratelli Lumi&amp;egrave;re a Parigi...]]></description>
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<title>1894</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Gennaio Repressione dei Fasci deli lavoratori siciliani, proclamazione dello stato d&amp;rsquo;assedio
1&amp;deg; agosto: scoppia la prima guerra sino-giapponese
15 ottobre: in Francia &amp;egrave; arrestato Alfred Dreyfus
Ottobre: il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani &amp;egrave; sciolto dal Governo Crispi...]]></description>
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<title>1892</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[1&amp;deg; gennaio l&amp;rsquo;isola artificiale di Ellis Island, nella baia di New York, inizia ad operare come principale punto d'ingresso per gli immigrati Stati Uniti
14 agosto: viene fondato a Genova il Partito dei Lavoratori Italiani, che diverr&amp;agrave; il Partito Socialista Italiano...]]></description>
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<title>1891</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[14 marzo a New Orleans, la folla assale la prigione locale e uccide 11 emigranti italiani
26 aprile a Bologna il Congresso dei nuclei socialisti, anarchici e operai dell'Emilia e delle Romagne si conclude con il ritiro dei gruppi anarchici
15 maggio: Papa Leone XIII promulga l&amp;rsquo;enciclica Rerum Novarum...]]></description>
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<title>1890</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[1&amp;deg; gennaio entra in vigore il nuovo Codice penale italiano detto Codice Zanardelli
Nasce la colonia italiana dell&amp;rsquo;Eritrea
&amp;Egrave; introdotta in Italia la festa dei lavoratori il 1&amp;deg; maggio, proclamata l&amp;rsquo;anno precedente a Parigi dalla seconda Internazionale...]]></description>
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<title>1888</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[27 gennaio: nasce a Washington la National Geographic Society
7 maggio: a Bologna, nei Giardini Margherita, si tiene la prima Grande Esposizione Emiliana, inaugurata
dal re Umberto I, dalla regina Margherita e dal Presidente del Consiglio Francesco Crispi
Agosto: visita del re Umberto I in Romagna, in occasione delle grandi manovre militari.
Torrenti e fiumi straripano in Emilia-Romagna...]]></description>
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<title>1887</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[3 febbraio manifestazioni promosse dai socialisti contestano la politica coloniale del governo
1&amp;deg; luglio: Francesco Crispi diventa presidente del Consiglio
11 novembre: a Chicago sono impiccati ingiustamente cinque anarchici, ritenuti responsabili della morte di alcuni poliziotti durante uno sciopero di lavoratori. Saranno in seguito noti come i &amp;ldquo;Martiri di Chicago&amp;rdquo;...]]></description>
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<title>1886</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[Nasce la Breda fabbrica meccanica e siderurgica
Il farmacista bolognese Archimede Menarini fonda a Napoli l&amp;rsquo;azienda farmaceutica Menarini
Robert Louis Stevenson pubblica Lo strano caso del Dottor Jekill e del Signor Hyde...]]></description>
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<title>1883</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[14 marzo muore Karl Marx
28 luglio: Terremoto di Casamicciola, isola d&amp;rsquo;Ischia. &amp;nbsp;Tra le vittime, i genitori e la sorella di Benedetto Croce, estratto dalle macerie gravemente ferito
27 agosto eruzione del Karakatoa in Indonesia, una delle maggiori della storia della vulcanologia
Carlo Collodi pubblica Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino...]]></description>
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<title>1882</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[20 maggio: il Trattato della Triplice Alleanza &amp;egrave; firmato a Viuenna da Italia, Impero austro-ungarico e Germania
17 settembre: disastrosa alluvione del Polesine, ne segue una grave carestiaLa Serbia ottiene l&amp;rsquo;indipendenza dall&amp;rsquo;Impero Ottomano
Andrea Costa &amp;egrave; eletto a Ravenna e diventa il primo deputato socialista nel parlamento italiano...]]></description>
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<title>1881</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[13 marzo: lo Zar di Russia Alessandro II &amp;egrave; ucciso in un attentato dell&amp;rsquo;organizzazione rivoluzionaria Narodnaja volja
11 maggio Schiaffo di Tunisi, la Francia occupa la Tunisia che era nelle mire coloniali italiane, si dimette il governo Cairoli
Nasce &amp;rdquo;Avanti!&amp;rdquo;, settimanale socialistico voluto da Andrea Costa al rientro dall'esilio a Lugano e pubblicato a Imola presso la Lega Tipografica....]]></description>
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<title>1877</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[24 aprile Guerra russo-turca
15 luglio Legge Coppino che introduce l&amp;rsquo;obbligo di frequenza dai se ai nove anni nelle scuole elementari fino alla classe terza
A Parma inizia l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; imprenditoriale di Barilla...]]></description>
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<title>1876</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[5 marzo: primo numero del quotidiano &amp;ldquo;Corriere della Sera&amp;rdquo;
29 maggio: dopo la caduta dell'ultimo governo della Destra storica guidato da Marco Minghetti, &amp;egrave; incaricato Agostino Depretis di formare il nuovo governo italiano.
16 luglio Si riunisce a Bologna il congresso della federazione emiliano-romagnola dell'Internazionale...]]></description>
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<title>1875</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[10 ottobre: Agostino Depretis tiene il discorso di Stradella, nel quale delinea la propria prospettiva politica
Nasce il Partito Socialdemocratico di Germania (Sozialdemokratische Partei Deutschlands, Spd)
In Francia sono promulgate le leggi costituzionali della Terza Repubblica...]]></description>
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<title>1874</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[15 aprile: si tiene a Parigi la prima mostra degli impressionisti
Papa Pio IX pronuncia il non expedit, al fine di escludere i Cattolici dalla vita politica italiana
In Toscana, in Romagna e a Bologna scoppiano sommosse contro il caroviveri e la disoccupazione, spesso guidate dalle donne....]]></description>
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<title>1873</title>
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<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[15 marzo il secondo Congresso italiano dell'Internazionale si tiene a Bologna
10 luglio secondo Governo Minghetti e ultimo governo della Destra...]]></description>
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<title>1871</title>
<link>https://costituenti.900-er.it/../1871</link>
<pubDate>Wed, 29 May 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
<description><![CDATA[3 febbraio Roma diventa la capitale d'Italia
21 marzo: Legge delle Guarentigie, che regola i rapporti tra il nuovo Stato unitario e la Chiesa.
28 marzo: nasce la Comune di Parigi
28 maggio: dopo la settimana di sangue, di dura repressione a Parigi le forze regolari francesi pongono fine alla Comune...]]></description>
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